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venerdì 2 ottobre 2009

LE MINIERE DI MONREALE E DI PERDA LAI


Le due miniere di fluorite di Monreale e di Perda Lai sono situate in un piccolo sistema collinare che sorge isolato al centro della lunga pianura del Campidano, a metà strada tra Cagliari e Oristano, in territorio di Sardara.


Le colline sono un vero e proprio isolotto paleozoico (risalente a 600-500 milioni di anni fa) in mezzo ad un territorio di più recente formazione geologica. La maggior parte delle testimonianze dell’attività mineraria ancora rimaste sono concentrate nella sella che collega i due blocchi collinari.
La testimonianza più evidente della passata attività mineraria è certamente la torre metallica del pozzo principale della miniera di Monreale. Esistevano altri pozzi minori, di cui non è rimasta traccia. Adiacente alla torre c’era la sala argani e pompe dell’aria compressa. Di questi due impianti rimangono alcune testimonianze.
Nella miniera di Monreale sono ancora presenti i ruderi di una serie di edifici di servizio necessari all’amministrazione della stessa: la Direzione, le officine, le infermerie, ecc.... Poste al margine della Fossa del Campidano le mineralizzazioni albergano in una zona collinosa che costituisce un vero e proprio rilievo paleozoico ricoperto e circondato da terreni paleogenici (terziari) e dai più recenti miocenico - quaternari. Le mineralizzazioni fluoritiche di Sardara si fanno risalire al magmatismo ercinico del tardo Paleozoico.
Per i suoi caratteri strutturali e paragenetici si attribuisce alla mineralizzazione, in filoni di frattura, una genesi per riempimento in fase idrotermale.
Per ciò che riguarda l’isolotto paleozoico la spiegazione del suo emergere isolato sta nel fatto che esso è un ammasso durissimo per subiti processi di inquarzamento e di silicizzazione.
Incassate negli scisti siluriani si notano, nei rilievi e nel sottosuolo di Monreale – Perda Lai le mineralizzazioni filoniane di tipo idrotermale fluoritico-baritiche interessate dalle coltivazioni minerarie.
La direzione dei filoni fluoritici, per quanto appartengono quasi tutti al sistema N-S, non è costante.
I minerali che accompagnano la fluorite in tutti i filoni sono il quarzo e la barite , più o meno con continuità ed abbondanza.
La Soc. Monreale viene costituita nel 1949 per la ricerca e la coltivazione del giacimento filoniano.
Nel 1953 i lavori eseguiti dalla società interessano i filoni Speranza e Maria, i quali sono serviti dai pozzi Giulia e Peddis che raggiunsero il livello 103 metri slm. Nel 1954 il Pozzo Giulia viene approfondito fino a quota 73 metri sul slm.
Vengono realizzati due impianti di trattamento del grezzo. Uno gravimetrico con 17 crivelli a stantuffo da 180 ton/giorno produce fluorite di grado acido al 98%.
L’impianto di preconcentrazione del minerale relativo al pozzo nuovo utilizzava 3 tramogge in muratura posizionate a Nord del pozzo da cui si alimentavano i vagoni. Tali vagoni portavano il minerale nella laveria per essere trattato. Con l’inserimento delle celle di flottazione nei primi anni ’70, la lavanderia e le tramogge furono abbandonate. Della struttura originaria rimangono solo i muri perimetrali.
Nel 1959 l’impianto di flottazione viene trasferito ad Assemini ( baricentrico rispetto a Sardara e Silius) ed entra in funzione un impianto di Sink & Float da 20 tonn/giorno che produce fluorite di grado acido e metallurgico.
Dei macchinari che costituivano l’impianto di Sink & Float (quali ad esempio crivelli, vagli, ecc.) non rimangono che i basamenti; essi sono stati portati via o distrutti dai vandali.
Nei cantieri sotterranei dei filoni Maria e Maria Laura giunti a quota 71 metri slm il trasporto tra fornelli di getto ed il pozzo viene effettuato con i carrelli pieni spinti a mano, mentre per il percorso contrario si usano ancora gli asini. Nel 1968 la concessione passa alla Mineraria Silius.
Alla fine degli anni ’70 la miniera di Monreale fu oggetto di lavori, che miravano ad approfondire il Pozzo Nuovo per continuare la coltivazione del minerale; purtroppo la cessazione dei finanziamenti decretò l’abbandono della miniera con gran parte degli impianti.
Oltre alla concessione di Monreale le coltivazioni dei filoni già conosciuti proseguono verso sud con la miniera di Perda Lai.
Nel 1956 la concessione è affidata alla Soc. Perda Lai che utilizza in sotterraneo un metodo di coltivazione per gradino rovescio con ripiena.
Nel 1957 la concessione passa alla Soc. Mineraria Silius che utilizza nei cantieri esterni una preliminare cernita a mano che mira a separare i grossi blocchi di fluorite dallo sterile. Il tenore di detta fluorite di 1° qualità risulta pari al 98% . Il restante minerale passa prima attraverso 4 griglie da 25” a 4” che danno 4 classi di “tout venant”, arricchite a mezzo di 4 crivelli inglesi, producendo una fluorite di 2° qualità con tenore pari al 98 %.
Il sotterraneo Filone Fiorella risulta coltivato in 3 livelli rispettivamente a quote 144, 114, e 85 sul livello del mare.
Il Filone Maria Laura che in sotterraneo si divide in due filoni viene coltivato al 1° livello ed al 2° livello.
Nel 1968 con la Montecatini Edison viene ampliata la miniera da 42 a 62 ettari.
Si approfondisce il Pozzo Fiorella fino a quota 75 su livello del mare, mentre il filone Lionello viene coltivato nel 1° livello a quota 115 nel 2° a quota /5 m. slm.
Nel 1971 si ha la rinuncia alla concessione.
Scanu Massimo.
Ricostruzione storica delle miniere di Monreale e Perda Lai…Tesi di laurea. Estratto.

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