La Dinamo Amatori Sardara organizza il 2 giugno 2010 la pedalata ecologica. La partenza è prevista alle ore 9:30 da Piazza Podda.
Leggi tutto l'articolosabato 29 maggio 2010
giovedì 27 maggio 2010
Il Bilancio 2009 della Cooperativa di Consumo
Il giorno 15 maggio i soci della Cooperativa di Consumo hanno approvato il bilancio consuntivo del 2009. Del Bilancio presentato ai soci per l'approvazione si riportano alcuni dati più significativi, in particolare i ricavi ammontano ad € 1.831.658,00, mentre i costi sono pari ad € 1.822.098,00 che evidenziano un decremento del volume di vendita poco superiore al 2% rispetto allo scorso anno, con una contestuale riduzione dei costi per lo stesso importo percentuale. La formazione del bilancio ha determinato un utile ante imposte, ovvero prima del calcolo di tutte le tasse quali IRAP ed IRES, pari a € 2.855,57, mentre per effetto delle tasse il risultato finale di esercizio è presenta un valore negativo pari a € 4.646,00 dovuto proprio al calcolo delle imposte. La perdita d'esercizio è stata ripianata con il fondo riserva.
La realtà della Cooperativa di Consumo però non può essere valutata soltanto dalla sola lettura dei numeri, ma occorre soffermarsi anche sulle condizioni in cui essa opera e soprattutto sulle finalità sociali che continua a garantire. L'attività della Cooperativa è caratterizzata da un contesto economico di forte crisi, che oramai dura da alcuni anni. Inoltre si trova a dover fare i conti con una forte concorrenza, non solo locale, dove grandi gruppi nazionali ed internazionali aprono, chiudono o convertono con altri marchi i propri punti vendita, praticando politiche di prezzo che considerano il risultato di gestione dell'intero gruppo e non del singolo punto vendita, che pertanto può chiudere anche i perdita. Queta elevata concorrenza tra i grandi gruppi ha portato all'adozione di sistemi di gestione e controllo delle vendite che lasciano a ciascun punto vendita un margine minimo d'intervento sui prezzi praticati. In queste condizioni la riduzione dei prezzi è direttamente proporzionale all'aumento dei volumi di vendita. Nonostante queste difficoltà di contesto, la gestione della cooperativa è stata orientata a garantire il massimo beneficio a ciascun socio. Infatti non va dimenticato che nel mese di dicembre è stato praticato uno sconto ai soci del 5% sugli acquisti. Volendo guardare soltanto all'utile di gestione il C.d.A. avrebbe potuto scegliere di praticare uno sconto inferiore, ma ha considerato più importante garantire a ciascun socio un risparmio più elevato sugli acquisti.
Le finalità sociali della cooperativa vengono perseguite garantendo il mantenimento dei livelli occupazionali e sopratutto contrattuali, risultato da non sottovalutare soprattutto se raffrontato alla condizione del mercato del lavoro nel contesto provinciale e regionale.
Inoltre nella valutazione della gestionalità della Cooperativa non va trascurato che più del 73% dei ricavi di vendita è frutto degli acquisti fatti dai soci, pertanto viene rispettata anche la mutualità prevalente prevista dallo statuto. Questo risultato da un lato mostra come ci siano i margini per un incremento di questa percentuale, dall'altro riporta l'attenzione sulla fedeltà riposta dai soci che valutano conveniente il carrello spesa acquistato in Cooperativa nonostante le innumerevoli opportunità ed offerte fornite dalla concorrenza.
Nel considerare ulteriori elementi di solidità della Cooperativa si segnala la situazione patrimoniale caratterizzata da un elevato fondo di riserva che rappresenta una garanzia in occasione dei periodi di difficoltà, oltre a non avere mutui a lungo periodo. La voce relativa al TFR rappresenta un ulteriore elemento di equilibrio della struttura patrimoniale della cooperativa.
In occasione dell'Assemblea, oltre alla trattazione degli aspetti di bilancio, sono emerse alcune indicazioni e suggerimenti sui quali potranno aprirsi nuovi momenti di discussione dai quali far scaturire le visioni per la cooperativa del futuro. In questo processo sarà comunque centrale il ruolo del socio perchè soltanto con il contributo di tutti, si potranno cogliere le opportunità offerte dalla cooperazione nel settore della grande distribuzione organizzata. T. O.
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La realtà della Cooperativa di Consumo però non può essere valutata soltanto dalla sola lettura dei numeri, ma occorre soffermarsi anche sulle condizioni in cui essa opera e soprattutto sulle finalità sociali che continua a garantire. L'attività della Cooperativa è caratterizzata da un contesto economico di forte crisi, che oramai dura da alcuni anni. Inoltre si trova a dover fare i conti con una forte concorrenza, non solo locale, dove grandi gruppi nazionali ed internazionali aprono, chiudono o convertono con altri marchi i propri punti vendita, praticando politiche di prezzo che considerano il risultato di gestione dell'intero gruppo e non del singolo punto vendita, che pertanto può chiudere anche i perdita. Queta elevata concorrenza tra i grandi gruppi ha portato all'adozione di sistemi di gestione e controllo delle vendite che lasciano a ciascun punto vendita un margine minimo d'intervento sui prezzi praticati. In queste condizioni la riduzione dei prezzi è direttamente proporzionale all'aumento dei volumi di vendita. Nonostante queste difficoltà di contesto, la gestione della cooperativa è stata orientata a garantire il massimo beneficio a ciascun socio. Infatti non va dimenticato che nel mese di dicembre è stato praticato uno sconto ai soci del 5% sugli acquisti. Volendo guardare soltanto all'utile di gestione il C.d.A. avrebbe potuto scegliere di praticare uno sconto inferiore, ma ha considerato più importante garantire a ciascun socio un risparmio più elevato sugli acquisti.
Le finalità sociali della cooperativa vengono perseguite garantendo il mantenimento dei livelli occupazionali e sopratutto contrattuali, risultato da non sottovalutare soprattutto se raffrontato alla condizione del mercato del lavoro nel contesto provinciale e regionale.
Inoltre nella valutazione della gestionalità della Cooperativa non va trascurato che più del 73% dei ricavi di vendita è frutto degli acquisti fatti dai soci, pertanto viene rispettata anche la mutualità prevalente prevista dallo statuto. Questo risultato da un lato mostra come ci siano i margini per un incremento di questa percentuale, dall'altro riporta l'attenzione sulla fedeltà riposta dai soci che valutano conveniente il carrello spesa acquistato in Cooperativa nonostante le innumerevoli opportunità ed offerte fornite dalla concorrenza.
Nel considerare ulteriori elementi di solidità della Cooperativa si segnala la situazione patrimoniale caratterizzata da un elevato fondo di riserva che rappresenta una garanzia in occasione dei periodi di difficoltà, oltre a non avere mutui a lungo periodo. La voce relativa al TFR rappresenta un ulteriore elemento di equilibrio della struttura patrimoniale della cooperativa.
In occasione dell'Assemblea, oltre alla trattazione degli aspetti di bilancio, sono emerse alcune indicazioni e suggerimenti sui quali potranno aprirsi nuovi momenti di discussione dai quali far scaturire le visioni per la cooperativa del futuro. In questo processo sarà comunque centrale il ruolo del socio perchè soltanto con il contributo di tutti, si potranno cogliere le opportunità offerte dalla cooperazione nel settore della grande distribuzione organizzata. T. O.
mercoledì 26 maggio 2010
Mettiamoci all'altezza delle nostre responsabilità
Pubblichiamo la relazione di Bersani, segretario del P.D., all'Assemblea Nazionale del partito. http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/100300/mettiamoci_allaltezza_delle_nostre_responsabilita
Leggi tutto l'articoloUNA SCELTA DI RESPONSABILITA'
Il circolo del P.D. ha deciso all'unanimità di candidare Massimo Sanna al Consiglio provinciale per il buon lavoro svolto in cinque anni. Contemporaneamente, guardando anche oltre queste elezioni, chiede il sostegno per costruire un partito forte e unito, responsabilmente capace di aiutare il paese a superare le odierne difficoltà e l'attuale negativa amministrazione comunale. La Provincia ha solo cinque anni di vita durante i quali sono stati organizzati sede, uffici e attività. In Italia e a Sardara c'è chi dubita della utilità di questo ente. Oggi però esiste e bisogna utilizzare bene quello che può fare, come ad esempio mettere in sicurezza la strada Sardara – San Gavino e quella Sardara - Pabillonis, lasciate nell'abbandono dalla vecchia e lontana amministrazione provinciale di Cagliari. Per la loro sicurezza si è mosso il paese con una imponente raccolta di firme ed il Consiglio provinciale, su iniziativa del PD e del nostro consigliere, ha deciso di intervenire assumendo un mutuo. Per vigilare che non si perda altro tempo è utile che Sardara abbia un suo rappresentante in Consiglio che continui a sollecitare una rapida realizzazione delle opere.
Si vota per eleggere il Consiglio provinciale, ma gli elettori daranno un'indicazione anche per le prossime elezioni comunali. Il P.D. vuole liberare il paese da una destra capace solo di accumulare errori. Nel momento in cui le famiglie subiscono i colpi della crisi economica chi amministra si preoccupa di favorire gli interessi di pochi speculatori con una variante al Piano Urbanistico Comunale rimasta oscura e capace di recare molti danni all'area termale, una delle nostre risorse più importanti. Con la chiusura dell'albergo comunale, con la spesa senza controlli, con i colpi inflitti ai lavoratori, ai fornitori e alle imprese edili il paese subisce un impoverimento.
Il modo di amministrare della destra ha rivelato l'urgenza di riportare in Comune il rispetto delle leggi e la trasparenza. Il sindaco infatti rifiuta persino di rispondere alle interrogazioni dei consiglieri, impone il silenzio sui lavori nell'albergo termale, dove si spendono somme ingenti senza gare d'appalto, senza contratti scritti con le imprese, senza tecnici incaricati di controllare. Mentre il primo cittadino in Consiglio comunale afferma che a pagare i lavori sarà Casteldoria Terme questa risponde sulla Gazzetta del Medio Campidano che deve farlo invece il Comune. E sebbene il sindaco non si sia ricandidato gli elettori si esprimeranno anche sull'operato della destra in consiglio provinciale e nell'amministrazione comunale.
Con queste elezioni si delineano però dei rischi per il buongoverno della provincia e del paese , che sono dovuti alla frammentazione politica, all'affacciarsi di candidature prive di programmi e di valori, al nascere di aggregazioni improvvisate su basi personalistiche. Il caso più clamoroso è quello della lista “ Federazione Campidano”, originata dall'ambizione frustata di ex consiglieri provinciali, che hanno tradito la volontà degli elettori, che sono passati disinvoltamente da sinistra a destra e che presentano il loro principale candidato addirittura come presidente della coalizione di destra. Il trasformismo e la frammentazione politica rendono più difficile amministrare in favore degli interessi generali e soprattutto lasciano indifesi i più deboli e coloro che vivono del proprio lavoro.
Per il P.D. i problemi del paese richiedono invece unità, collaborazione e senso di responsabilità. Per questo chiede fiducia ed invita a votare Massimo Sanna e Fulvio Tocco presidente.
Il circolo del Partito Democratico.
Sardara, 25 maggio 2010.
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Si vota per eleggere il Consiglio provinciale, ma gli elettori daranno un'indicazione anche per le prossime elezioni comunali. Il P.D. vuole liberare il paese da una destra capace solo di accumulare errori. Nel momento in cui le famiglie subiscono i colpi della crisi economica chi amministra si preoccupa di favorire gli interessi di pochi speculatori con una variante al Piano Urbanistico Comunale rimasta oscura e capace di recare molti danni all'area termale, una delle nostre risorse più importanti. Con la chiusura dell'albergo comunale, con la spesa senza controlli, con i colpi inflitti ai lavoratori, ai fornitori e alle imprese edili il paese subisce un impoverimento.
Il modo di amministrare della destra ha rivelato l'urgenza di riportare in Comune il rispetto delle leggi e la trasparenza. Il sindaco infatti rifiuta persino di rispondere alle interrogazioni dei consiglieri, impone il silenzio sui lavori nell'albergo termale, dove si spendono somme ingenti senza gare d'appalto, senza contratti scritti con le imprese, senza tecnici incaricati di controllare. Mentre il primo cittadino in Consiglio comunale afferma che a pagare i lavori sarà Casteldoria Terme questa risponde sulla Gazzetta del Medio Campidano che deve farlo invece il Comune. E sebbene il sindaco non si sia ricandidato gli elettori si esprimeranno anche sull'operato della destra in consiglio provinciale e nell'amministrazione comunale.
Con queste elezioni si delineano però dei rischi per il buongoverno della provincia e del paese , che sono dovuti alla frammentazione politica, all'affacciarsi di candidature prive di programmi e di valori, al nascere di aggregazioni improvvisate su basi personalistiche. Il caso più clamoroso è quello della lista “ Federazione Campidano”, originata dall'ambizione frustata di ex consiglieri provinciali, che hanno tradito la volontà degli elettori, che sono passati disinvoltamente da sinistra a destra e che presentano il loro principale candidato addirittura come presidente della coalizione di destra. Il trasformismo e la frammentazione politica rendono più difficile amministrare in favore degli interessi generali e soprattutto lasciano indifesi i più deboli e coloro che vivono del proprio lavoro.
Per il P.D. i problemi del paese richiedono invece unità, collaborazione e senso di responsabilità. Per questo chiede fiducia ed invita a votare Massimo Sanna e Fulvio Tocco presidente.
Il circolo del Partito Democratico.
Sardara, 25 maggio 2010.
domenica 23 maggio 2010
ETICA E POLITICA
L' associazione culturale CostruireFuturo ed il circolo 1° Maggio dell'Arci per venerdi 28 maggio alle ore 18.30 organizzano una conferenza sul tema “Etica e Politica”, che si terrà presso il Centro di Aggregazione Sociale di Via Oristano. E' stato chiamato come relatore Gian Mario Demuro, professore di Diritto Costituzionale dell'Università di Cagliari.
La scelta dell'argomento è stata dettata dall'attualità. L'opinione pubblica è infatti colpita e sconcertata dai fenomeni molto gravi di corruzione e di malcostume presenti nelle istituzioni nazionali e sarde. Basti pensare agli intrecci tra affari e politica presenti nello scandalo della protezione civile nazionale o alle indagini della magistratura sugli investimenti nei campi eolici in Sardegna, che coinvolgono il vertice della Regione sarda ed i più alti dirigenti nazionali del Pdl.
Esiste un altro modo di fare politica e di impegnarsi nelle istituzioni democratiche e nelle pubbliche amministrazioni? E quali sono i modi e le procedure per assicurare trasparenza e rispetto della legalità? E' possibile superare il distacco tra politica e cittadini?
Anche di tutto questo si parlerà nella conferenza del 28 maggio, che si spera possa suscitare interesse e discussione.
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La scelta dell'argomento è stata dettata dall'attualità. L'opinione pubblica è infatti colpita e sconcertata dai fenomeni molto gravi di corruzione e di malcostume presenti nelle istituzioni nazionali e sarde. Basti pensare agli intrecci tra affari e politica presenti nello scandalo della protezione civile nazionale o alle indagini della magistratura sugli investimenti nei campi eolici in Sardegna, che coinvolgono il vertice della Regione sarda ed i più alti dirigenti nazionali del Pdl.
Esiste un altro modo di fare politica e di impegnarsi nelle istituzioni democratiche e nelle pubbliche amministrazioni? E quali sono i modi e le procedure per assicurare trasparenza e rispetto della legalità? E' possibile superare il distacco tra politica e cittadini?
Anche di tutto questo si parlerà nella conferenza del 28 maggio, che si spera possa suscitare interesse e discussione.
Tra il dire e il fare…(2)
Finora si è parlato molto, e non senza motivo, di terme, di urbanistica, di lavori pubblici. E se ne parlerà ancora. Ma ci sono altre questioni importanti di cui gli amministratori comunali devono occuparsi (e preoccuparsi), e sono l’ambiente, l’uso e la gestione del territorio, la qualità dell’acqua e dell’aria. Tutte questioni di stretta attualità anche a Sardara come in Italia e nel mondo.
Ma quali erano gli impegni programmatici dell’attuale maggioranza alla guida del nostro Comune? Vediamo.
Nel programma c’era scritto: ‘…rimoduleremo il sistema della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani...’, e ‘…renderemo le campagne più sicure e pulite…’, ‘…cureremo le aree attrezzate…’, ‘…realizzeremo un laghetto artificiale per combattere gli incendi…’, poi si legge ‘…è mai possibile che un paese termale non abbia una bella fontana?...’, e ancora ‘…lavoreremo per il riordino fondiario…’, e infine ‘…favoriremo lo sviluppo delle colture biologiche…’.
In fin dei conti era un programma minimo. Nessun impegno strabiliante. Ma vediamo cosa è stato fatto.
Intanto i dati diffusi dalla Provincia del Medio Campidano documentano che dal 2006 (l’anno degli impegni programmatici) Sardara ha nettamente peggiorato la qualità e la quantità della raccolta differenziata, con circa il 10% in più di secco non riciclabile da conferire in discarica, con un aggravio di costi per i sardaresi e un danno per l’ambiente a causa del minor recupero di materiali riciclabili (carta, plastica, umido, ecc.). Non c’è dubbio che ciò sia accaduto anche per la scelta di reintrodurre l’uso delle buste nere. Ci avevano fatto sapere che così si sarebbe meglio tutelata la ‘privacy’ dei cittadini. Si trattava evidentemente di un barzelletta, una delle tante…che non fa neppure ridere. Non si capisce infatti perché in Trentino, in Emilia Romagna o in Toscana, per citare alcune realtà virtuose, si usano da sempre le buste trasparenti e nessuno si pone problemi di ‘privacy’.
Le buste nere non hanno neppure impedito che la campagna venisse imbrattata da rifiuti di ogni genere. Un decisivo aiuto alla pulizia delle campagne sarebbe certamente venuto dall’ecocentro comunale, che però non è stato completato, benché la precedente amministrazione ne avesse realizzato le principali opere e ne fosse prossima l’apertura.
Certo, anche un laghetto artificiale sarebbe stata una buona cosa. Per l’antincendio, per la pesca sportiva, per il microclima…ma non è stato fatto.
Per la fontanella termale ci sarebbe da ridere (se non fosse una cosa tremendamente seria). La fontanella c’era ed è sempre lì. Ma non esce una goccia d’acqua calda. Anzi, è a secco perfino il canale Birocchi che raccoglieva le acque termali reflue dell’hotel Eucalipti, tristemente chiuso.
Sorvoliamo sul riordino fondiario, neppure tentato, e pure sulla promozione delle colture biologiche, di cui l’Amministrazione comunale si è del tutto disinteressata.
Insomma, a parte i proclami iniziali, poco o nulla è stato fatto.
Ma almeno si poteva completare nel modo migliore le opere già avviate dalla precedente Amministrazione.
E’ il caso di ricordare che la ‘vecchia’ Amministrazione aveva avviato i lavori per il consolidamento del movimento franoso del colle de ‘Su Pibizziri’, dopo aver ottenuto un finanziamento di oltre un milione di euro (chi non ricorda i pesanti massi che rotolavano a valle mettendo a rischio l’incolumità delle persone e le prime case dell’abitato?). Era prevista la semina di particolari essenze e la piantumazione di cespugli ed alberi adatti a consolidare il terreno, oltre alle opere vere e proprie, come il canale, le reti metalliche, la rimozione di alcuni massi e la distruzione di altri. I lavori sono terminati? I soldi sono stati spesi tutti? Quali i risultati? Il progetto prevedeva la creazione di una cornice di verde che avrebbe migliorato l’aspetto e l’ambiente del nostro paese. Ma, a occhio, mi pare che non sia cambiato molto….
Sempre sul versante ‘Su Pibizziri’, il Piano urbanistico individuava delle ampie zone lontane dal centro abitato dove poter dislocare le antenne dei ripetitori dei telefoni, TV, radio, ecc, oggi troppo vicini alla zona abitata. In questo modo si darebbe soluzione ad un problema di impatto visivo e, soprattutto, si sarebbe potuto tranquillizzare le persone che considerano le onde elettromagnetiche (a torto o a ragione non si sa) la causa di alcune gravi malattie.
Ancora, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa e che iniziative ha intrapreso il Sindaco di Sardara, quale responsabile locale della sanità pubblica, per avere maggiori informazioni dopo che la stampa ha diffuso alcune preoccupanti notizie che riguardano i veleni provenienti dalla miniera d’oro di Santu Miali e finiti in territorio di Sardara sotto la nuova S.S. 131.
Il suolo è inquinato? Le falde acquifere sono inquinate? Possiamo consumare tranquillamente i prodotti agricoli?
Vorremmo dormire sonni tranquilli. E per questo anche noi cittadini vorremmo saperne di più.
Finora della questione alcuni giornali hanno scritto solo per addossare le colpe alla parte politica avversa (ad esempio l’Unione Sarda da la colpa al Centro-Sinistra), in un irresponsabile gioco di speculazione politica, anche se ormai sembra chiarito che le autorizzazioni all’utilizzo di quei rifiuti tossici nel tratto che interessa Sardara (dal km 47.600 al km 58.500) risalgono all’epoca della Giunta guidata da Mauro Pili (anche se tutti sappiamo che degli aspetti tecnici si occupano i funzionari e i dirigenti).
Ma a noi questo poco importa.
Un altro colpo all’ambiente sarebbe certamente venuto se si fosse realizzato l’enorme impianto eolico che l’amministrazione comunale sembra avesse intenzione di autorizzare. Quanto sta avvenendo nel resto della Sardegna deve aver indotto a qualche ulteriore riflessione i nostri attuali amministratori comunali. E questo è un bene.
Come si è visto, sono tanti i problemi di cui l’Amministrazione comunale si sarebbe dovuta occupare. Da subito. Ma non resta molto tempo al termine della legislatura.
Resta però il tempo sufficiente per fare altri danni.
Infatti assistiamo, con una certa preoccupazione, a lavori di ampliamento dei parcheggi di Viale dei Platani, di Via Cagliari, di Via Oristano, con la sottrazione di spazio per i pedoni e la minacciosa presenza di mezzi meccanici attorno agli alberi che ne danneggiano le radici…
E siccome questa Amministrazione non ha mai avuto un buon rapporto con gli alberi (non ci siamo dimenticati dei maestosi eucalipti di Via Tirso tagliati già nel 2006…), non si vorrebbe che a qualche ‘ambientalista’ della Giunta venisse in mente di tagliare anche qualche albero del Viale dei Platani, di Via Cagliari o Via Oristano per far posto a qualche parcheggio in più. Nel 2006 era ancora alto il clamore della vittoria della Destra, e le aspettative erano ancora tante.
Ma oggi una cosa del genere i sardaresi non la permetterebbero.
A proposito di alberi e di ambiente urbano, dopo aver letto un interessante intervento dell’Architetto Renzo Piano sull’argomento, lo propongo alla lettura degli ‘affezionati’ di Novas.
Roberto Montisci
http://www.novasdisardara.it/articolo%20renzo%20piano.pdf
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Ma quali erano gli impegni programmatici dell’attuale maggioranza alla guida del nostro Comune? Vediamo.
Nel programma c’era scritto: ‘…rimoduleremo il sistema della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani...’, e ‘…renderemo le campagne più sicure e pulite…’, ‘…cureremo le aree attrezzate…’, ‘…realizzeremo un laghetto artificiale per combattere gli incendi…’, poi si legge ‘…è mai possibile che un paese termale non abbia una bella fontana?...’, e ancora ‘…lavoreremo per il riordino fondiario…’, e infine ‘…favoriremo lo sviluppo delle colture biologiche…’.
In fin dei conti era un programma minimo. Nessun impegno strabiliante. Ma vediamo cosa è stato fatto.
Intanto i dati diffusi dalla Provincia del Medio Campidano documentano che dal 2006 (l’anno degli impegni programmatici) Sardara ha nettamente peggiorato la qualità e la quantità della raccolta differenziata, con circa il 10% in più di secco non riciclabile da conferire in discarica, con un aggravio di costi per i sardaresi e un danno per l’ambiente a causa del minor recupero di materiali riciclabili (carta, plastica, umido, ecc.). Non c’è dubbio che ciò sia accaduto anche per la scelta di reintrodurre l’uso delle buste nere. Ci avevano fatto sapere che così si sarebbe meglio tutelata la ‘privacy’ dei cittadini. Si trattava evidentemente di un barzelletta, una delle tante…che non fa neppure ridere. Non si capisce infatti perché in Trentino, in Emilia Romagna o in Toscana, per citare alcune realtà virtuose, si usano da sempre le buste trasparenti e nessuno si pone problemi di ‘privacy’.
Le buste nere non hanno neppure impedito che la campagna venisse imbrattata da rifiuti di ogni genere. Un decisivo aiuto alla pulizia delle campagne sarebbe certamente venuto dall’ecocentro comunale, che però non è stato completato, benché la precedente amministrazione ne avesse realizzato le principali opere e ne fosse prossima l’apertura.
Certo, anche un laghetto artificiale sarebbe stata una buona cosa. Per l’antincendio, per la pesca sportiva, per il microclima…ma non è stato fatto.
Per la fontanella termale ci sarebbe da ridere (se non fosse una cosa tremendamente seria). La fontanella c’era ed è sempre lì. Ma non esce una goccia d’acqua calda. Anzi, è a secco perfino il canale Birocchi che raccoglieva le acque termali reflue dell’hotel Eucalipti, tristemente chiuso.
Sorvoliamo sul riordino fondiario, neppure tentato, e pure sulla promozione delle colture biologiche, di cui l’Amministrazione comunale si è del tutto disinteressata.
Insomma, a parte i proclami iniziali, poco o nulla è stato fatto.
Ma almeno si poteva completare nel modo migliore le opere già avviate dalla precedente Amministrazione.
E’ il caso di ricordare che la ‘vecchia’ Amministrazione aveva avviato i lavori per il consolidamento del movimento franoso del colle de ‘Su Pibizziri’, dopo aver ottenuto un finanziamento di oltre un milione di euro (chi non ricorda i pesanti massi che rotolavano a valle mettendo a rischio l’incolumità delle persone e le prime case dell’abitato?). Era prevista la semina di particolari essenze e la piantumazione di cespugli ed alberi adatti a consolidare il terreno, oltre alle opere vere e proprie, come il canale, le reti metalliche, la rimozione di alcuni massi e la distruzione di altri. I lavori sono terminati? I soldi sono stati spesi tutti? Quali i risultati? Il progetto prevedeva la creazione di una cornice di verde che avrebbe migliorato l’aspetto e l’ambiente del nostro paese. Ma, a occhio, mi pare che non sia cambiato molto….
Sempre sul versante ‘Su Pibizziri’, il Piano urbanistico individuava delle ampie zone lontane dal centro abitato dove poter dislocare le antenne dei ripetitori dei telefoni, TV, radio, ecc, oggi troppo vicini alla zona abitata. In questo modo si darebbe soluzione ad un problema di impatto visivo e, soprattutto, si sarebbe potuto tranquillizzare le persone che considerano le onde elettromagnetiche (a torto o a ragione non si sa) la causa di alcune gravi malattie.
Ancora, sarebbe interessante sapere cosa ne pensa e che iniziative ha intrapreso il Sindaco di Sardara, quale responsabile locale della sanità pubblica, per avere maggiori informazioni dopo che la stampa ha diffuso alcune preoccupanti notizie che riguardano i veleni provenienti dalla miniera d’oro di Santu Miali e finiti in territorio di Sardara sotto la nuova S.S. 131.
Il suolo è inquinato? Le falde acquifere sono inquinate? Possiamo consumare tranquillamente i prodotti agricoli?
Vorremmo dormire sonni tranquilli. E per questo anche noi cittadini vorremmo saperne di più.
Finora della questione alcuni giornali hanno scritto solo per addossare le colpe alla parte politica avversa (ad esempio l’Unione Sarda da la colpa al Centro-Sinistra), in un irresponsabile gioco di speculazione politica, anche se ormai sembra chiarito che le autorizzazioni all’utilizzo di quei rifiuti tossici nel tratto che interessa Sardara (dal km 47.600 al km 58.500) risalgono all’epoca della Giunta guidata da Mauro Pili (anche se tutti sappiamo che degli aspetti tecnici si occupano i funzionari e i dirigenti).
Ma a noi questo poco importa.
Un altro colpo all’ambiente sarebbe certamente venuto se si fosse realizzato l’enorme impianto eolico che l’amministrazione comunale sembra avesse intenzione di autorizzare. Quanto sta avvenendo nel resto della Sardegna deve aver indotto a qualche ulteriore riflessione i nostri attuali amministratori comunali. E questo è un bene.
Come si è visto, sono tanti i problemi di cui l’Amministrazione comunale si sarebbe dovuta occupare. Da subito. Ma non resta molto tempo al termine della legislatura.
Resta però il tempo sufficiente per fare altri danni.
Infatti assistiamo, con una certa preoccupazione, a lavori di ampliamento dei parcheggi di Viale dei Platani, di Via Cagliari, di Via Oristano, con la sottrazione di spazio per i pedoni e la minacciosa presenza di mezzi meccanici attorno agli alberi che ne danneggiano le radici…
E siccome questa Amministrazione non ha mai avuto un buon rapporto con gli alberi (non ci siamo dimenticati dei maestosi eucalipti di Via Tirso tagliati già nel 2006…), non si vorrebbe che a qualche ‘ambientalista’ della Giunta venisse in mente di tagliare anche qualche albero del Viale dei Platani, di Via Cagliari o Via Oristano per far posto a qualche parcheggio in più. Nel 2006 era ancora alto il clamore della vittoria della Destra, e le aspettative erano ancora tante.
Ma oggi una cosa del genere i sardaresi non la permetterebbero.
A proposito di alberi e di ambiente urbano, dopo aver letto un interessante intervento dell’Architetto Renzo Piano sull’argomento, lo propongo alla lettura degli ‘affezionati’ di Novas.
Roberto Montisci
http://www.novasdisardara.it/articolo%20renzo%20piano.pdf
LA COOP. CONSUMO HA UN FUTURO
Sabato 15 maggio si è tenuta l'assemblea dei soci della coop. Consumo “Sardaresi Associati”, che ha approvato con un voto unanime il bilancio del 2009. Dopo la relazione del Consiglio di Amministrazione, presentata dal presidente Giulio Usai, e quella dei revisori dei conti si è sviluppata una lunga ed interessante discussione sullo stato di salute della cooperativa e sulle sue prospettive.
E' stato un dibattito partecipato e costruttivo, che ha messo in risalto i risultati positivi di una gestione caratterizzata da un giro d''affari di quasi due milioni di euro, dall'assenza di debiti con le banche e da buoni fondi di riserva. Si tratta di una situazione apprezzabile, soprattutto se si tiene conto della contrazione dei consumi, originata da una crisi economica molto seria, e se si considera la serrata concorrenza, provocata dalla nascita di tanti centri commerciali, che hanno già portato alla chiusura di molti negozi, compresa la Standa di Sanluri..
La Cooperativa regge bene la concorrenza ed è una realtà economica che offre un servizio e dà occupazione. Con sette dipendenti e con un monte salari di alcune centinaia di migliaia di euro costituisce una delle poche imprese del settore che ci impedisce di diventare una pentola bucata. Almeno in parte non lascia uscire subito dal paese le risorse finanziarie e le rimette invece in circolo in un tessuto economico fatto di artigiani, altri negozianti, servizi. Una qualche ricchezza è rappresentata anche dagli oltre sette milioni di imposte comunali, ancor più preziose in tempi di federalismo fiscale.
Le spese per il personale sono in aumento (per gli scatti di anzianità...) e si pone il problema, molto dibattuto oggi in Italia e in Europa, di come far crescere la loro produttività. Si tratta di un obiettivo che si può raggiungere allargando il volume delle vendite, a parità di costi fissi, con una serie di iniziative che vanno da una maggior diversificazione dell'offerta al miglioramento della qualità del servizio e al potenziamento, con la cortesia, la disponibilità ed il lavoro di chi vi opera, del rapporto con soci e clienti.
La coop ha possibilità di crescita , specie se si realizzano gli investimenti che nella discussione sono stati ipotizzati. In particolare istallando i pannelli solari si possono ridurre le spese per l'energia elettrica, che gravano per oltre trenta mila euro; esiste la possibilità di istituire e dare in gestione la pescheria; il grande scantinato, non più usato come magazzino, può essere valorizzato come spazio per le vendite utilizzando al meglio il personale e accrescendo gli utili e i vantaggi per i soci.
Il futuro della cooperativa si gioca quindi non tanto chiudendosi in difesa dell'esistente, ma accettando la sfida dei tempi nuovi, della crescita, della visione lungimirante. Molto dipende dagli amministratori e dal personale dipendente che, in un mondo del lavoro che non offre più certezze, può proteggere in questo modo il proprio posto di lavoro. Gli uni e gli altri però poco potrebbero fare senza il recupero della fiducia, dell'interesse, della simpatia e della partecipazione dei soci.
Il coinvolgimento dei soci rappresenta forse la questione principale della vita della cooperativa. Pesano infatti incomprensioni e lacerazioni del passato. Esistono critiche, che a volte appaiono giustificate altre volte meno. L'impegno volontario degli amministratori ha comunque permesso alla cooperativa di vincere fin qui le sfide della concorrenza. Infatti il costo del carrello della spesa nel suo complesso risulta competitivo e libero dei costi aggiuntivi di trasporto, che gravano invece sugli acquisti realizzati nei centri commerciali della zona.
La cooperativa ha quindi un futuro più sicuro se accetta la sfida della crescita e questa dipende dalla riduzione dei costi, dalla diversificazione e dalla qualità dei suoi servizi. Nel dibattito della sua assemblea si è intuito che esiste una strada, che può essere imboccata rinnovando la discussione sui motivi, ancora attuali, che portarono alla sua fondazione. Il lavoro e l'impegno di tanti anni può dare nuovi frutti avviando una stagione di maggiore informazione e di più attivo coinvolgimento dei soci.
r. c.
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E' stato un dibattito partecipato e costruttivo, che ha messo in risalto i risultati positivi di una gestione caratterizzata da un giro d''affari di quasi due milioni di euro, dall'assenza di debiti con le banche e da buoni fondi di riserva. Si tratta di una situazione apprezzabile, soprattutto se si tiene conto della contrazione dei consumi, originata da una crisi economica molto seria, e se si considera la serrata concorrenza, provocata dalla nascita di tanti centri commerciali, che hanno già portato alla chiusura di molti negozi, compresa la Standa di Sanluri..
La Cooperativa regge bene la concorrenza ed è una realtà economica che offre un servizio e dà occupazione. Con sette dipendenti e con un monte salari di alcune centinaia di migliaia di euro costituisce una delle poche imprese del settore che ci impedisce di diventare una pentola bucata. Almeno in parte non lascia uscire subito dal paese le risorse finanziarie e le rimette invece in circolo in un tessuto economico fatto di artigiani, altri negozianti, servizi. Una qualche ricchezza è rappresentata anche dagli oltre sette milioni di imposte comunali, ancor più preziose in tempi di federalismo fiscale.
Le spese per il personale sono in aumento (per gli scatti di anzianità...) e si pone il problema, molto dibattuto oggi in Italia e in Europa, di come far crescere la loro produttività. Si tratta di un obiettivo che si può raggiungere allargando il volume delle vendite, a parità di costi fissi, con una serie di iniziative che vanno da una maggior diversificazione dell'offerta al miglioramento della qualità del servizio e al potenziamento, con la cortesia, la disponibilità ed il lavoro di chi vi opera, del rapporto con soci e clienti.
La coop ha possibilità di crescita , specie se si realizzano gli investimenti che nella discussione sono stati ipotizzati. In particolare istallando i pannelli solari si possono ridurre le spese per l'energia elettrica, che gravano per oltre trenta mila euro; esiste la possibilità di istituire e dare in gestione la pescheria; il grande scantinato, non più usato come magazzino, può essere valorizzato come spazio per le vendite utilizzando al meglio il personale e accrescendo gli utili e i vantaggi per i soci.
Il futuro della cooperativa si gioca quindi non tanto chiudendosi in difesa dell'esistente, ma accettando la sfida dei tempi nuovi, della crescita, della visione lungimirante. Molto dipende dagli amministratori e dal personale dipendente che, in un mondo del lavoro che non offre più certezze, può proteggere in questo modo il proprio posto di lavoro. Gli uni e gli altri però poco potrebbero fare senza il recupero della fiducia, dell'interesse, della simpatia e della partecipazione dei soci.
Il coinvolgimento dei soci rappresenta forse la questione principale della vita della cooperativa. Pesano infatti incomprensioni e lacerazioni del passato. Esistono critiche, che a volte appaiono giustificate altre volte meno. L'impegno volontario degli amministratori ha comunque permesso alla cooperativa di vincere fin qui le sfide della concorrenza. Infatti il costo del carrello della spesa nel suo complesso risulta competitivo e libero dei costi aggiuntivi di trasporto, che gravano invece sugli acquisti realizzati nei centri commerciali della zona.
La cooperativa ha quindi un futuro più sicuro se accetta la sfida della crescita e questa dipende dalla riduzione dei costi, dalla diversificazione e dalla qualità dei suoi servizi. Nel dibattito della sua assemblea si è intuito che esiste una strada, che può essere imboccata rinnovando la discussione sui motivi, ancora attuali, che portarono alla sua fondazione. Il lavoro e l'impegno di tanti anni può dare nuovi frutti avviando una stagione di maggiore informazione e di più attivo coinvolgimento dei soci.
r. c.
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