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giovedì 1 marzo 2012

DEBITI E SENSO DI RESPONSABILITA’

Dopo un lunghissimo giudizio (iniziato nel 1985)  è stata pronunciata la decisione definitiva di primo grado riguardante gli espropri del campo sportivo di via Campania.
I terreni in questione vennero occupati d’urgenza nel 1975, e le successive richieste dei proprietari furono ritenute eccessive (come dimostrato dalla sentenza odierna) rispetto ai valori di mercato.  A distanza di qualche decennio, il Tribunale ha condannato il Comune di Sardara a pagare circa 120.000,00 euro, a cui vanno sommati gli interessi legali e le spese legali non ancora quantificate.
Una sentenza quindi che obbliga l’amministrazione comunale a trovare una copertura finanziaria per fronteggiare a questa spesa imprevista. Ad ogni modo, l’avvocato del Comune ci suggerisce che non vale la pena di appellare, ma neppure di sostenere le notifiche della sentenza a mezzo di Ufficiale Giudiziario, che tradotto significa “PAGATE SUBITO”.
Le risorse verranno reperite in parte nel bilancio di previsione 2012 e parte con l’utilizzo dell’avanzo relativo al 2011. Ovviamente queste somme implicano un costo collettivo, ossia una riduzione dei servizi alla cittadinanza: qualche evento in meno, oppure una minore manutenzione della viabilità o del verde pubblico ad esempio.
Il tutto in uno scenario nazionale che prevede il taglio dei trasferimenti dello Stato e della Regione a favore dei comuni, una nuova imposizione fiscale con l’introduzione della nuova ICI e l’aumento esorbitante (sino a € 200,00 per tonnellata) dei costi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Purtroppo non finisce qui.
A marzo è prevista l’udienza in Cassazione relativa ad un esproprio fatto nell’area termale.
Anche in questo caso l’Amministrazione Comunale dovrà pagare al proprietario dell’area, sebbene a un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello richiesto.
Sarebbe stato opportuno chiudere questa partita due anni fa, dopo la sentenza della Corte d’Appello, ma la Giunta Zucca ha preferito “guadagnare tempo” e lasciare ai posteri il pagamento della richiesta, nonostante il parere contrario dell’avvocato del Comune.
Questo rinvio della “patata bollente” non farà altro che far maturare ulteriori interessi legali e nuove spese legali per il ricorso in Cassazione.
Se dovessimo utilizzare la stessa tattica politica, l’Amministrazione di oggi dovrebbe appellarsi anche per gli espropri del campo sportivo nuovo e rinviare il pagamento a qualcun altro.
Ma alla demagogia e al tatticismo preferiamo il senso di responsabilità. Siamo stati eletti per risolvere i problemi del paese e non per rinviarli, anche quando si tratta di pagare debiti del passato.
Siamo certi che anche i cittadini responsabili capiranno. Giuseppe Garau Sindaco di Sardara

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giovedì 5 gennaio 2012

Consiglio Comunale del 29 dicembre 2011

Pubblichiamo la sintesi del Consiglio Comunale del giorno 29 dicembre 2011. Sintesi_Consiglio_Comunale

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martedì 22 novembre 2011

RIMOSSO UN OSTACOLO

Dall’Unione Sarda apprendiamo che l’architetto Boaretto, primo, e purtroppo fino a questo momento unico gestore dello stabilimento termale comunale, è stato assolto in quanto non ha causato alcun danno alla struttura. Singolare il resoconto che il quotidiano ha dato della vicenda: "Lo scontro giudiziario tra il Comune di Sardara e la società Millepini (Boaretto) è finito con un nulla di fatto. Come un nulla di fatto! Già nel titolo dell’articolo a firma Santina Ravì si afferma: "Boaretto assolto – Nessun danno alle terme" ! Questo sarebbe un nulla di fatto? Il fatto ( scusate il bisticcio) è che la vecchia amministrazione nella sua furia distruttiva aveva cacciato il gestore accusandolo di aver fatto man bassa di apparecchiature, attrezzature, arredi e quant’altro, appartenenti al comune. La pensa in modo diametralmente opposto il Giudice per le Indagini Preliminari di Cagliari Alessandro Castello che ha disposto l’archiviazione del procedimento non avendo riscontrato alcuna irregolarità. Cade così il castello di accuse, insinuazioni, maldicenze che hanno avvelenato a lungo la vicenda delle terme, con grave danno per la corretta conoscenza dei fatti e dell’immagine del nostro termalismo. Comprensibile la soddisfazione della società Millepini che si vide ingiustamente accusata di furto e che non ha l’intenzione di lasciar correre: "Sono un imprenditore -dice Boaretto-, la mia immagine è stata fortemente danneggiata. Chiederò i danni". Ora se la vedrà direttamente con gli ex amministratori e non con il comune, che per bocca del Sindaco Giuseppe Garau ha affermato che non ci sarà alcun ricorso e che la parentesi è chiusa. La questione è ora tra privati cittadini che risponderanno in solido della loro azioni. Per la comunità il fatto positivo è che è stato rimosso un ostacolo, e ciò probabilmente agevolerà l’iter per l’assegnazione dello stabilimento al nuovo gestore.
Luigi Melis

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sabato 29 ottobre 2011

Risparmio ed efficenza energetica degli edifici pubblici

L'Amministrazione Comunale ha partecipato al bando regionale (Por fesr 2007 2013) finalizzato al risparmio e all'efficenza energetica negli edifici degli Enti Pubblici. La dotazione finanziaria ammonta complessivamente a € 14.000.000. Il finanziamento per ogni azione è stabilito nella misura del 100% fino ad un limite di € 2.500.000 per i comuni con più di 30.000 abitanti e 1.500.000 per i Comuni con meno di 30.000 abitanti tra i quali ricade anche Sardara. L'avviso risulta particolarmente interessante perchè prevede l'ammissibilità anche per le spese tecniche (diagnosi energetiche, rilievi, progettazione, direzione lavori, contabilità). Si è pensato pertanto d' intervenire nel caseggiato adibito a Scuola Elementare e Materna di via Campania ovvero verso uno dei plessi più energivori del parco immobiliare del Comune. Il fabbricato presenta infatti enormi lacune dal punto di vista energetico e ambientale essendo concepita negli anni 70 e realizzata nei primi anni 80. Nello specifico: impiantistica disperdente, carenze nell'illuminazione, assenza di climatizzazione estiva, nessun sistema di recupero idrico delle acque piovane. L'intervento mira a ridurre le dispersioni e gli sprechi energetici e prevede: rivestimento a cappotto, sostituzione degli infissi, realizzazione impianto fotovoltaico e impianto solare termico. Si intende inoltre dotare il fabbricato di un nuovo impianto di climatizzazione che consenta il riscaldamento degli ambienti e il loro raffrescamento nonchè un illuminazione dotata di sensori di presenza e di illuminamento. Nel progetto anche il recupero delle acque piovane da relizzare attraverso una serie di serbatoi di accumulo interrati. Si persegue in questo modo una duplice finalità: da un lato si riqualifica dal punto di vista energetico ambientale dall'altro si procede alla manutenzione complessiva del fabbricato. Si prosegue inoltre nel percorso avviato con l'adesione al Patto dei Sindaci che si sostanzia nell'impegno con l'Europa ad ridurre le emissioni di co2 e che si concretizzerà nella predisposizione e realizzazione del P.A.E.S. (Piano D'Azione Energie Sostenibili ) e del P.E.C. ( Piano energetico Comunale ) . Pensare globalmente e agire localmente: questa è la sfida politica sulla quale si incentrano gli sforzi della Nuova Amministrazione Comunale. L'Assessore dell'Ambiente Andrea Caddeo

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venerdì 28 ottobre 2011

Nuove Iniziative. Uscita del Consigliere Paolo Zucca

Con un comunicato di poche righe il Consigliere Comunale Paolo Zucca ha ufficialiazzato l'uscita dal gruppo "Nuove Iniziative". Una decisione che non deve stupirci dal momento che già da tempo in Consiglio (e non solo) si percepiva la sua insofferenza talvolta palesata apertamente anche in sede di voto. Sarebbe però sbagliato derubricare la scelta legandola ad un semplice "colpo di testa" individuale, ma al contrario occorre valutarla secondo una chiave di lettura politica più ampia. Un disagio (anche in riferimento al buon riscontro personale nell'ultima tornata), che di fatto si estende ad una parte consistente dell'elettorato di centro destra deluso probabilmente da un atteggiamento eccessivamente muscolare e aggressivo. Emerge in questo modo un problema di riconoscimento e rappresentatività politica che affonda le sue radici già nell'ultimo scorcio della legislatura precedente sfociata nella costituzione di due gruppi consiliari diversi all'interno dell'allora maggioranza. Si sancì infatti in quel momento una divisione interna di fatto non ricomposta a pieno ma rimasta latente per ovvi motivi in sede di campagna elettorale e che attualmente anche in virtù della sconfitta si ripresenta con forza. Non corrispondono pertanto a verità le notizie apparse in alcuni documenti della Minoranza che vorrebbero la Maggioranza disunita e litigiosa (più che mai unita) ma al contrario gli ultmi avvenimenti attestano l'esatto contrario. Relativamente a ciò appare chiaro come prima o poi dovrà aprirsi nel centro destra una seria riflessione che andrà ad incidere sui futuri assetti politici. Andrea Caddeo Segretario Circolo PD di Sardara

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lunedì 24 ottobre 2011

Da quale pulpito? (Seconda parte)

Pubblichiamo il volantino del gruppo consiliare Sardara Cambia
Da quale pulpito? http://www.novasdisardara.it/volantino_da_quale_pulpito%20bis.pdf

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martedì 18 ottobre 2011

Da quale pulpito

Pubblichiamo il volantino del gruppo di maggioranza in Consiglio Comunale Sardara Cambia dal titolo "Da quale pulpito?" http://www.novasdisardara.it/volantino%20da%20quale%20pulpito.pdf

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sabato 8 ottobre 2011

Consiglio comunale del 28 settembre: più attenzione alle povertà estreme.


Il Consiglio Comunale del 28 settembre 2011 è stato caratterizzato dalla discussione su due variazioni di bilancio e sulla modifica del piano triennale delle opere pubbliche.
La prima variazione è stata di natura pressoché tecnica con il reinserimento dei fondi erogati dalla RAS, e anticipati dall’amministrazione, per i malati affetti da patologie gravi. La seconda variazione, dal carattere più politico, ha visto incrementare il fondo per le povertà estreme in modo da poter garantire la rotazione dei beneficiari nei cantieri comunali per sei mesi, lo stanziamento delle quote di cofinanziamento ai bandi per lo sviluppo dei centri minori e la sistemazione del Centro Anziani. È stato inoltre cancellato il mutuo di 360.000 euro che il comune avrebbe dovuto contrarre per la realizzazione di una piscina ludica nel parco comunale. Proprio la realizzazione di questo impianto ludico è stata oggetto di un apposito punto all’ordine del giorno: considerando che per la realizzazione della piscina il Comune si sarebbe dovuto indebitare con un mutuo di 360.000 euro e relativi interessi; considerando che l’impianto aveva caratteristiche ludiche per cui non si sarebbe potuto utilizzare per attività sportive; considerando che riteniamo necessarie altre priorità amministrative, il gruppo di maggioranza ha deciso di stralciare dal Piano triennale delle opere pubbliche questo impianto.
Gli altri punti all’ordine del giorno sono stati il riconoscimento di debiti fuori bilancio per spese legali connesse ad amministrazioni precedenti, l’approvazione del documento strategico della rete “Biddas Imparis” per la partecipazione al bando sui centri minori con attività legate alla ceramica e alla valorizzazione dell’area di Casa Pilloni, e infine un punto contabile sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio nel quale è stato possibile fare un breve sunto su quanto fatto nei primi mesi di amministrazione: l’attenzione all’ambiente con la partecipazione al bando sulla green economy e l’adesione al Patto dei sindaci, la continuazione di un progetto per l’adeguamento degli impianti sportivi tra i due plessi scolastici e la realizzazione di una sala musicale, la presentazione di progetti per lavori di sistemazione della Caserma e del Centro Anziani, e la partecipazione a progetti di sviluppo turistico con la rete dei comuni Bandiera Arancione.
Roberto Ibba
Capogruppo Sardara Cambia

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Amministrare con coraggio e responsabilità


Nella seduta del 28/09 scorso il Consiglio Comunale ha approvato lo stralcio dal programma triennale delle opere pubbliche 2011/2013 della realizzazione di una piscina comunale nel Parco giochi, una delle azioni baluardo dell'ex amministrazione comunale nell'ultimo scorcio di legislatura 2006-2011.
Un'opera che, a detta dell'allora Amministrazione Zucca, avrebbe dovuto apportare numerosi benefici alla comunità in termini di occupazione, flussi turistici, indotto economico. Un'opera che avrebbe, oltretutto, fornito un importante servizio sociale alla popolazione, permettendo alle famiglie impossibilitate a recarsi al mare d'estate di avere uno spazio di svago nel periodo estivo.
Un impegno che avrebbe caricato il bilancio comunale e i cittadini Sardaresi di un debito di 360.000 euro per vent'anni, una prospettiva rispetto alla quale, in fase decisionale, il responsabile del servizio finanziario del Comune di Sardara diede parere contrario, evidentemente preoccupato alla prospettiva di contrarre un ulteriore debito in un momento in cui la questione relativa ai contenziosi legati all'area termale appariva e appare tuttora problematica.
E' certo che un paese deve guardare al proprio futuro, e nel caso di Sardara molte saranno le scelte coraggiose che dovranno essere effettuate per costruire lo sviluppo e la crescita del paese, ma ognuna di queste scelte dovrà, pur guardando alto, essere intrapresa con responsabilità, responsabilità che non dovrà mai a venire a mancare da parte di chi amministra perchè la posta in gioco è sempre il benessere (o il malessere) della collettività, e i benefici (o danni) che ad essa possono essere apportati (o causati).
E sono, soprattutto, i benefici apportati alla comunità a dover essere valutati appropriatamente e con serietà, soprattutto a fronte di azioni finanziarie importanti da compiersi in un momento così delicato per gli enti locali come quello che stiamo vivendo, in cui persino i servizi essenziali sono a rischio a causa dei tagli previsti dalle varie manovre finanziarie.
Questo significa che, d'ora in avanti, ogni investimento dovrà essere ancora più di prima soppesato e valutato in ogni suo minimo aspetto, con estrema responsabilità e coscienza, proprio per evitare di togliere risorse a settori vitali per il paese.
A fronte di ciò sorprende, pertanto, la dura posizione della minoranza rispetto alla decisione di eliminare dall'elenco delle opere pubbliche da realizzare la piscina, posizione che pare l'ennesima dimostrazione dell'approssimazione e superficialità con cui l'ex maggioranza guidata da Giorgio Zucca ha amministrato Sardara dal 2006 al 2011.
Approssimazione e superficialità che hanno provocato la chiusura dell'Hotel Eucalipti per 2 anni, la drastica riduzione dei flussi turistici nell'area termale e nel paese, il crollo dei numeri legati all'indotto per le imprese sardaresi, l'interruzione dello sviluppo di Sardara per 5 anni.
E la contrazione di un mutuo di 360.000 euro per la realizzazione di una ipotetica piscina nel Parco Giochi è l'ennesima riprova della mancanza di responsabilità con cui l'amministrazione Zucca ha governato Sardara, dell'incapacità di sapere governare un processo di crescita.
Perchè non si capisce, infatti, come si possa programmare un investimento così importante in termini economici senza fare prima uno studio di fattibilità, indispensabile per l’ottimizzazione delle risorse e delle potenzialità di sviluppo di un centro sportivo di nuova realizzazione.
Non si capisce come si sia potuto programmare un investimento senza prima verificare in maniera approfondita la realtà della provincia del Medio Campidano, analizzando numericamente il bacino d’utenza né senza studiare le abitudini sociali della popolazione del territorio e la possibilità di orientarle all'utilizzo di un certo servizio.
Né, tanto meno, si ha traccia di preventivi e eventuali previsioni di entrate e di spese relative alla gestione, al personale, ecc.
Difficile pensare ad un contributo in termini di attività produttive senza questi dati essenziali, soprattutto se si pensa che il Medio Campidano già pullula di piscine (San Gavino, Lunamatrona, Guspini, Serrenti) e che i costi medi di gestione di impianti sportivi sono talmente elevati da aver messo, nell'ultimo anno, in ginocchio parecchie realtà private, proprio per la riduzione del bacino di utenza per singola struttura, che studi di mercato stimano dover raggiungere almeno le 15000 unità per coprire i costi di gestione.
In realtà non si capisce nemmeno come sarebbe dovuta essere questa piscina, visto che nel corso della seduta comunale ne sono state date almeno tre versioni diverse: piscina scoperta misto ludica-sportiva?piscina scoperta d'estate e coperta con tensostruttura d'inverno?piscina estiva solo per bambini?
L'unico dato certo, un mutuo di 360.000 euro a carico del Comune di Sardara e oltre 200.000 euro di interessi.
Del resto, anche prendendo per buona la prima ipotesi, quella di realizzare un impianto di utilizzo prettamente estivo, quale sarebbe il senso di costruire una piscina in un territorio da cui il mare è relativamente vicino?E se davvero si volesse fornire un servizio a quelle famiglie che non possono andare al mare, non sarebbe meglio, piuttosto, investire su un servizio navetta, invece di ghettizzare queste famiglie offrendo loro un palliativo di qualcosa che non possono ottenere?
Una buona amministrazione dovrebbe allargare l'accesso ai servizi, invece di offrire dei dubbi surrogati a chi, purtroppo, non può usufruirne.
Ma amministrare bene con responsabilità, si sa, non è cosa facile e di tutti, ma non dev'essere neppure un optional.
Perchè spesso, pur di creare polveroni e far la figura di quelli che “fanno sempre il proprio dovere” e si ergono a “difensori della collettività”, si preferisce alzare la voce e attaccarsi al nulla pur di opporsi a tutti i costi, senza curarsi del fatto che, come in questo caso, lo si fa a scapito degli interessi del paese.
Roberta Atzori, Consigliere Comunale, Gruppo “Sardara Cambia”

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domenica 2 ottobre 2011

ABC Sardara: ambiente, benessere e cultura

Sono appena trascorsi quattro mesi dalle elezioni comunali. Un tempo breve per fare, ma sufficiente per cominciare a intraprendere un nuovo senso di marcia.
Senso di marcia che si concretizza nelle decisioni prese dalla maggioranza e nelle richieste di finanziamento avanzate agli uffici competenti. Ecco allora un breve riassunto delle scelte fatte.
In tema ambientale, Sardara cambia ha deciso di aderire al “Patto dei Sindaci”, impegnandosi a ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020, abbiamo presentato la manifestazione d’interesse per “Smart City” aderendo all’iniziativa Sardegna CO2 zero. E’ stato avanzato un progetto alla Ras per favorire gli acquisti e il consumo sostenibile, e attraverso l’utilizzo di particolari filtri potabilizzare l’acqua di rete negli edifici pubblici e diminuire di conseguenza l’uso della plastica (PET) e stiamo predisponendo un progetto per il risparmio energetico dei locali della scuola di via Campania.
Per favorire la pratica sportiva abbiamo presentato un progetto per il rifacimento della pista di atletica e cofinanziato il progetto per l’adeguamento dei campetti situati fra i due plessi scolastici. Nella scuola media, nascerà anche una saletta musicale.
Un’altra richiesta è stata avanzata per l’adeguamento strutturale del centro anziani e per l’acquisto di arredi e attrezzature.
Ad ottobre presenteremo anche un progetto di manutenzione della caserma.
Sul versante del turismo abbiamo aderito a Monumenti Aperti, alle giornate europee del patrimonio, alla festa nazionale di PleinAir e alla giornata dei paesi bandiera arancione (domenica prossima).
Abbiamo partecipato al progetto “Gusta l’arancione 3.0” che favorisce il turismo enogastronomico e a quello sui “Centri Minori” della rete Biddas Impari.
Intendiamo così rafforzare il polo culturale di Casa Pilloni con la realizzazione di una sala per i laboratori didattici di lavorazione della ceramica.
Infine ci apprestiamo presentare i progetti per realizzare un punto di accoglienza turistica (infopoint) presso Sa Domu Arrubia, e realizzare gli itinerari turistici nella zona termale e di Monreale.
Questo è, in sintesi, il lavoro fatto sinora.
…in quattro mesi, non curandoci dell’invidia di qualcuno! Giuseppe Garau

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mercoledì 21 settembre 2011

Il Comune di Sardara partecipa al bando regionale per la valorizzazione delle attività produttive identitari dei centri minori.

Nel consiglio comunale del 15 settembre il punto dell’ordine del giorno più consistente è sicuramente l’adesione alla rete di comuni per la partecipazione al bando regionale, finanziato con fondi derivanti da misure dell’Unione Europea, riguardante la promozione di interventi di valorizzazione a fini turistici dell’attrattività dei sistemi produttivi e identitari e tradizionali dei centri minori. Il Comune di Sardara parteciperà in una rete di comuni che comprende Villanovafranca, San Gavino, Samassi, Turri, Magomadas e l’Unione dei Comuni della Marmilla. L’intenzione dell’amministrazione è partecipare con un progetto di completamento, ampliamento e recupero del compendio di Casa Pilloni con la realizzazione di un laboratorio per la lavorazione e al produzione di oggetti in ceramica, potenziando l’offerta che già da anni viene proposta dalla Coop. Villa Abbas. Inoltre si prevede la realizzazione di uno spazio per la didattica che permetterà alle scolaresche e ai gruppi di poter sperimentare la lavorazione e la cottura della ceramica.
Il secondo punto all’ordine del giorno era estremamente collegata al primo, in quanto la minoranza ha presentato una mozione che suggeriva la partecipazione al bando in oggetto al punto precedente.
Gli ultimi due punti riguardavano delle approvazioni tecniche per permettere la realizzazione di due attività artigianali da parte di privati.

Roberto Ibba Capogruppo Sardara Cambia

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Verso un Comune di Classe A

L'amministrazione comunale di Sardara, coerentemente al percorso avviato con l'adesione al Patto dei Sindaci, ha presentato la Manifestazione d' interesse tendente alla partecipazione a percorsi di accompagnamento per lo sviluppo di Piani di azione comunale in campo energetico rientranti nel progetto " Smart City "nell'ambito del programma denominato "Sardegna CO2.0". Il progetto "Sardegna CO2.0" funge da raccordo con le politiche comunitarie in materia di energia che prevedono l'adesione della Regione Sardegna al patto delle Isole dell'Europa e al Patto dei Sindaci. A tale scopo la Regione fornirà un supporto tecnico e finanziario agli enti locali (in un numero di venti comunità pioniere) il cui intendimento è quello di definire e predisporre il Paes (piano d’azione energie sostenibili) attraverso azioni di breve, medio e lungo periodo.
La valutazione delle manifestazioni di interesse si concluderà con l' attribuzione di un punteggio ripartito sulla base di variabili socio economiche ,territoriali e demografiche ma soprattutto in relazione ad attività pregresse nel settore delle fonti di energia rinnovabili e del risparmio energetico.
A seguito di ciò, vista la scarsa attenzione dimostrata negli anni precedenti in merito ad azioni e attività, ci ritroveremo a dover competere con comunità certamente più virtuose in tal senso, con una riduzione sostanziale delle possibilità di essere ammessi all'interno delle comunità pioniere. Tuttavia, qualora si la manifestazione d’interesse venisse accolta ma non cofinanziata per mancanze di risorse, si potrà beneficiare di altre risorse relative ad eventuali incrementi e reintegri così come emerso dalle riunioni tematiche di presentazione del progetto.
La nostra adesione rientra ancora una volta all'interno di un progetto ambizioso che intendiamo portare avanti con convinzione nel perseguimento di una nuova coscienza ambientale sulla quale occorre investire affinchè diventi patrimonio comune.
Andrea Caddeo Assessore all'Ambiente

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giovedì 1 settembre 2011

Patto dei Sindaci

L'adesione al Patto dei Sindaci rappresenta un opportunità importante per gli enti locali. Lo è nel quadro di un moderno concetto di tutela ambientale incentrato sullo sviluppo sostenibile che dovrà costituire un elemento cardine della nostra azione amministrativa. Un adesione significativa in prospettiva della redazione e presentazione del Piano d'azione di energia sostenibile e in previsione del piano energetico comunale. Attraverso il P.A.E.S. dovranno essere contenute infatti misure di efficienza energetica,progetti sull'energia rinnovabile, percorsi di educazione ambientale nell'ambito di una visione prospettica di ampio respiro. Per assolvere a questi obiettivi sin da subito siamo andati a verificare i consumi e i costi dei plessi pubblici in relazione a utenze elettriche e combustibili con il risultato di una spesa annua pari a circa 200.000 €. Solo Attraverso un quadro e un analisi complessiva di questo tipo saremo in grado identificare gli edifici più energivori sui quali poi poter successivamente intervenire usufruendo delle energie rinnovabili anche in funzione della razionalizzazione delle spese. Sarà inoltre nostra cura valutare l'opportunità fornitaci da bandi regionali, nazionali e europei,tutto conformemente a quanto scritto nel programma elettorale traducendo una visione d'insieme in azioni concrete. Siamo infatti convinti che solo con una prospettiva più ampia saremo in grado di dare risposte ai cittadini pensando al bene e allo sviluppo del paese.
Andrea Caddeo
Assessore dell’Ambiente

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martedì 30 agosto 2011

Sardara: un nuovo impegno per la sostenibilità e l’ambiente.


Nel consiglio comunale del 28 agosto i punti salienti sono stati sostanzialmente la sostituzione del segretario comunale e l’adesione al Patto dei Sindaci.
Sul primo punto, il Sindaco ha ringraziato il dottor Sogos per il lavoro svolto fino ad oggi, e avvalendosi della sua facoltà politica prevista dalla legge ha sottoposto a votazione l’adesione a una nuova convenzione che prevede un segretario comunale e un vicesegretario in condivisione con il comune di Uta. L’impegno e la presenza del nuovo segretario saranno identici a quelli precedenti. Al voto non ha partecipato il gruppo di minoranza
Per quanto riguarda le due nomine in commissione PIP e PEEP, per il gruppo Sardara Cambia sono stati indicati rispettivamente il consigliere e assessore Renato Atzori e il consigliere Roberta Atzori, per il gruppo Nuove Iniziative è stato indicato per entrambe le commissioni il consigliere Paolo Zucca.
Sul quinto punto all’ordine del giorno veniva proposta al Consiglio l’adesione al Patto dei Sindaci, un impegno da parte dell’amministrazione comunale in linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2 e di risparmio energetico. Il Patto, a cui hanno già aderito 1200 comuni in Italia, impegna l’amministrazione comunale a trovare strumenti, risorse e azioni per ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2 del 20%, presentare un piano d’azione per l’energia sostenibile (PAES) che è il preludio a un piano energetico comunale (PEC), sottoporsi al monitoraggio e alla verifica delle azioni poste in essere, organizzare le Giornate delle Energia per informare i privati delle opportunità riguardanti l’energia sostenibile. L’impegno della nostra amministrazione è già cominciato con la raccolta dei dati riguardanti il consumo di energia degli edifici comunali e proseguirà con tutte le azioni necessarie per portare una riduzione del consumo energetico e delle relative spese. La minoranza si è in parte astenuta e in parte non ha partecipato al voto.
Personalmente sono dell’avviso che un’amministrazione comunale debba pensare anche più in la del suo mandato, per il bene del paese e dei cittadini. Forse il 2020 ci sembra lontano, o forse troppo vicino, ma è importante impegnarsi per lasciare a chi verrà dopo di noi un paese migliore. E tutto ciò può essere fatto solamente impegnandosi nella programmazione e non affidandosi a misure estemporanee dalla riuscita non sempre certa.
Roberto Ibba
Capogruppo Sardara Cambia

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mercoledì 17 agosto 2011

Contromanovra presentata da Luigi Bersani

Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale. Gli esempi più eclatanti riguardano in particolare l’anticipo della delega sull’assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell’intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti. La mancata precisazione degli interventi da inoltre all’anticipazione di questa delega un carattere generico e di incertezza che non corrisponde all’esigenza di credibilità della manovra. L’intervento sugli enti locali è ancora insufficiente sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito. Il contributo di solidarietà incide sui ceti popolari e sui ceti medi che pagano le tasse. In sostanza paga chi già paga. L’intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici non porta efficienza, ma rappresenta un peso sui ceti medi e bassi. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro rappresentano una notevole intromissione nei rapporti e nell’autonomia delle parti sociali. Molte di queste misure dovranno essere abolite o fortemente alleggerite.
In sostanza, la manovra del governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E’ inoltre un intervento destinato a deprimere l’economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita.
Il Partito Democratico ritiene dunque che debbano essere adottare soluzioni più efficienti e più eque, che facciano pagare non chi paga già, ma chi non paga mai, che portino allo stesso risultato sul piano dei saldi di bilancio, ma che siano anche in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita.
Il Pd non si sottrae dunque alla sfida che il paese ha di fronte e mette a disposizione il proprio contro piano, un progetto responsabile e alternativo per il bene del paese. Per l’abolizione o il forte alleggerimento delle inique misure del governo noi dunque proponiamo:
1. Per affrontare l’emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni.
2. Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l’evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi:
a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggiAggiungi un appuntamento per oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l’obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi;
b) obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente; c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento.
3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l’Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.
4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro).
5. Liberalizzazioni. Il Pd propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il Pd è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.
6. Politiche industriali per la crescita. Il Pd propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l’efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l’occupazione. In questo contesto rientra anche l’implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.
7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto sulla spesa sociale, ma l’area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del Pd la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in
Parlamento per settembre. Si agisca immediatamente. Da lì in giù, bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l’accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province secondo l’emendamento presentato dal Pd e dall’Udc alla manovra di luglio o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. Il Pd ha proposte specifiche su ciascuno di questi punti. In particolare sui costi della politica il riferimento è il programma contenuto nell’ordine del giorno presentato due settimane or sono in Parlamento. Pier Luigi Bersani Segretario Nazionale Partito Democratico.

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venerdì 29 luglio 2011

Consiglio Comunale: fondi per impianti sportivi scolastici, sala musicale e viabilità rurale

Nel Consiglio Comunale del 25 luglio (con ben 17 punti all’ordine del giorno), la prima parte della seduta è stata dedicata principalmente a due variazioni del bilancio di previsione in cui sostanzialmente sono state apportate alcune modifiche tecniche e altre di natura più politica. In un momento in cui la coperta è sempre troppo corta occorre fare scelte dettate dal buon senso e dall’opportunità di breve ma anche di lungo periodo.
Sono stati inseriti i fondi di bilancio riguardanti il rinnovo della certificazione Herity per i beni culturali (metà della cifra totale), e sono stati confermati due progetti ereditati dalla passata amministrazione: la sistemazione della viabilità rurale e la costruzione di impianti sportivi e di una sala musica tra i due plessi scolastici.
Questo dimostra che non vogliamo distruggere quanto lasciato: la maggioranza valuterà caso per caso e opera per opera, seguendo le regole del buon senso e pensando sempre al bene e all’utilità dei Sardaresi.
Nel corso della seduta sono state nominate anche le commissioni servizi sociali, sport, pari opportunità, regolamenti e i componenti nel consiglio direttivo della Pro Loco.
Per quanto riguarda le mozioni portate dalla minoranza si è respinta “senza se e senza ma” la richiesta di modifica degli orari di ricevimento, considerando che le porte dell’ufficio del sindaco sono aperte ben oltre gli orari segnati nell’avviso. Sulle altre due mozioni il gruppo di maggioranza ha fatto una riflessione di opportunità e di necessità. Sulla mozione inerente la partecipazione al bando regionale per la realizzazione di una manifestazione promozionale dei prodotti a marchio di qualità abbiamo ritenuto di doverla respingere in quanto non pienamente rispondente alla situazione sardarese: pur essendo un paese a forte vocazione agricola manchiamo di una tipicità esclusiva da promuovere, inoltre la promozione dell’agroalimentare deve essere fatta di concerto con la promozione territoriale, del centro storico e delle terme. Organizzare un’ulteriore sagra, oltre alla Sagra del Grano finanziata all’interno del circuito provinciale Agricultura (che è nostra intenzione ampliare e potenziare, e per la quale siamo già in avanzato stato di realizzazione con la Pro Loco) e la Fiera dell’Agroalimentare nei giorni della festa di Santa Mariaquas, rischiava di essere un microintervento senza che si potessero raggiungere obiettivi rilevanti.
Per quanto riguarda la mozione sui voucher per i tirocini formativi finanziati dalla RAS sicuramente verrà fatta tutta l’informazione necessaria prima della data prevista per l’inizio della presentazione dei progetti (ore 10 del 1 ottobre 2011) di concerto con l’Agenzia Regionale del Lavoro (con cui sono già stati avviati i contatti). L’impegno richiesto nella mozione di stanziare 12.000 euro per l’integrazione di quattro voucher a carico del Comune però non poteva essere immediatamente accettato. Occorre infatti valutare se i voucher assegnati a Sardara (nove) siano sufficienti a soddisfare tutte le richiese e soprattutto è necessario valutare il numero dei voucher che eventualmente si possono integrare tenendo conto dei progetti formativi che verranno presentati. Ricordiamo infatti che i tirocini formativi e d’orientamento hanno la finalità di completare le competenze professionali dei giovani e non di mascherare rapporti di lavoro subordinato che poca formazione lasciano al tirocinante. Fatte dunque le opportune valutazioni se si ravviserà qualche proposta meritevole di essere finanziata, che sta fuori dai nove posti, si potrà pensare di finanziare un voucher.
Emerge poi da parte dell’assessore alla pubblica istruzione, su un’interrogazione della minoranza, l’intenzione di trovare i fondi necessari per la copertura ulteriore delle borse di studio per gli studenti medi superiori per il prossimo anno scolastico. Questo a conferma dell’attenzione che vogliamo rivolgere verso i giovani e la loro formazione scolastica e professionale.

Roberto IbbaCapogruppo Sardara Cambia

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venerdì 10 giugno 2011

L ‘ INSEDIAMENTO

“Mala tempora currunt”. Se il bel tempo si vede dal mattino il barometro della minoranza segna tempesta. Nella seduta inaugurale del nuovo consiglio comunale l’opposizione (non tutta per la verità) si è scatenata con forsennato accanimento contro tutto e contro tutti. Hanno fatto le spese della loro acrimonia nuovi e vecchi amministratori, esponenti politici di primo piano presenti e passati; libere associazioni e capibastone; forze politiche e manovratori occulti: di qualcuno è stato fatto anche il nome. Insomma la maggioranza stia attenta perchè il controllo dei nostri eroi sarà ferreo e intransigente, anzi dal momento che ci siamo, non disdegnerà allertare anche la magistratura. Un chiaro avvertimento: siamo pronti a denunciarvi. Una bella lezione di stile e finezza politica. Che pena! Non paghi di insulti e minacce hanno riversato sui poveri e incolpevoli spettatori una valanga di opere da loro realizzate e realizzande, suscitando una malcelata ironia, non riuscendo i presenti a spiegarsi come mai dopo tanta magnificenza i sardaresi li abbiano accompagnati alla porta. Sono stati riesumati fatti di oltre 25 anni fa, risalendo persino a Madeira (colpo maestro del consigliori in capo) che, per la quasi totalità dei giovani amministratori, poteva benissimo essere una località turistica della costa spagnola. E’ possibile che si sia smarrito del tutto il senso del ridicolo ? A rimestare nel passato risale a galla tutta la feccia; il paese ha definitivamente voltato le spalle a un modo barbaro di confrontarsi e di far politica e, a quanto pare, qualcuno non se ne è accorto. Continuando nei loro interventi gli esponenti della minoranza (non tutti per la verità) a più riprese hanno trattato argomenti che con le dichiarazioni programmatiche avevano poco a che fare. Hanno insomma inscenato un comizio ( bene ha fatto Peppe Garau, nelle conclusioni, a ricordare che la campagna elettorale era finita e che si era votato ormai da una settimana con l’esito che tutti conoscevano) nel quale hanno riversato tutto il livore per la sconfitta subita; che per loro sconfitta non era, gloriandosi di un più 4% . Una affermazione un po’ azzardata poiché tralasciava di calcolare i voti di matrice scilipotica (di varia provenienza) senza i quali il 4% avrebbe avuto davanti il segno meno. Comunque chi si accontenta gode: contenti loro contenti tutti. Cento di questi giorni. L’acme è stato raggiunto quando, con grande nonchalance, sono stati insultati e offesi giovani ormai ultratrentenni, che per cultura, preparazione politica, statura morale non hanno nulla da imparare da chicchessia. Ad un dipresso, sentite che levità, il succo era questo: “Siete dei burattini senza personalità manovrati nell’ombra da alcuni capibastone”. “Signori si nasce, ed io modestamente lo nacqui” diceva la buonanima di Totò. Affermazione che spesse volte, purtroppo, non ha riscontro nella realtà. In tutto il dibattito la minoranza (non tutta per la verità) ha divagato e portato la discussione in tutt’altra direzione allontanandosi dai punti all’ordine del giorno, dimostrando l’incapacità e l’inadeguatezza a sostenere un discorso politico non dico all’altezza della circostanza, ma passabile dal punto di vista della correttezza. Al confronto gli sbarbatelli della maggioranza hanno giganteggiato: con eleganza e col sorriso sulle labbra, senza mai abbandonarsi alla ripicca e allo scontro, gliele hanno suonate di santa ragione. Luigi Melis

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mercoledì 18 maggio 2011

COME SI PRIVATIZZA


L'Amministrazione comunale di Sardara ha provveduto ad affidare la gestione dell'albergo termale comunale ai proprietari dello stabilimento termale adiacente, Antiche Terme. La vicenda è stata salutata come il male minore per il futuro della struttura comunale, ma ha suscitato discussioni e critiche per i modi con cui è stata condotta, senza trasparenza, senza alcun dibattito pubblico, senza i necessari indirizzi politico- amministrativi deliberati del Consiglio comunale.
La procedura seguita lascia dubbi e perplessità perché non si è tenuto minimamente conto delle esperienze che si possono trovare in giro per l'Italia. Solo per fare un esempio mettiamo in evidenza una notizia pubblicata dalla Federazione Italiana delle Industrie Termali e delle Acque Termali Curative, che informa come a Casciana, un comune di circa 4.000 abitanti in provincia di Pisa, si stia procedendo alla privatizzazione delle Terme pubblicizzandola presso le imprese del settore che possono essere interessate.Preme sottolineare come in quel caso il Consiglio comunale abbia dato indirizzi da seguire nel processo di privatizzazione e come si sia cercata l'assistenza di un advisor ( in genere una banca d'affari) in grado di conoscere il mercato e di valutare se i privati abbiano l'indispensabile esperienza nel settore, un' adeguata disponibilità di capitali e di capacità tecniche.Come si vede il nostro paese nel trattare le problematiche termali e i problemi dello sviluppo economico e del lavoro deve mettersi all'altezza delle altre stazioni termali. http://www.federterme.it/news.asp?89756

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martedì 10 maggio 2011

A TUTELA DEL PAESAGGIO E DEL CENTRO STORICO


La discussione elettorale ha messo in evidenza la necessità di una politica per tutelare il paesaggio, a partire da quello del centro storico, cresciuto notevolmente per scelta dell'amministrazione uscente.
In particolare è emersa prepotentemente l'urgenza di dotare il Comune di uno strumento in grado di evitare ai cittadini il calvario di un lungo e costoso peregrinare tra uffici comunali e regionali per ottenere le necessarie autorizzazioni per gli interventi edilizi.
Novas ha avuto l'iniziativa di sollevare un problema così importante per il paese. Oggi offre ai candidati e alla riflessione cittadina l'esperienza di un comune del nord dell'Italia, che ha già affrontato e risolto la questione. Lo fa pubblicando l'apposito regolamento del Comune di Galliate, in provincia di Novara. Altre esperienze possono essere ricercate ed utilmente studiate per calibrare meglio il modo di risolvere il nostro problema, ma indubbiamente è utile avviare subito una riflessione costruttiva. Una cosa è certa, servono regole scritte, consultabili facilmente e uguali per tutti. http://www.novasdisardara.it/commissione_locale_paesaggio[1].pdf

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Referendum sul nucleare: il futuro della Sardegna non ha colore politico


Il 15 e il 16 maggio, oltre che per il rinnovo del consiglio comunale, si voterà per esprimersi a favore o contro l’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive.
Andare a votare non è questione di destra o di sinistra e nemmeno di ideologia politica. Si tratta di una questione di buon senso.
Si tratta di fare i conti con quello che abbiamo e con quello che immaginiamo di avere tra 20, 50 o 100 anni. Si tratta di pensare a quello che vogliamo lasciare ai nostri figli e alle generazioni che verranno dopo di noi.
Le immagini di quanto accade in questo momento a Fukushima in Giappone sono sotto gli occhi di tutti, così come sono ancora tanto, troppo nitide nella nostra memoria quelle del disastro di Chernobyl.
Allo stesso modo, è ormai noto come la scienza, nell'ultimo secolo, abbia fatto passi da gigante, e che sono ora a disposizione dei mezzi di approvvigionamento e produzione energetica che, oltre a non essere rischiosi e dannosi come il nucleare per la sicurezza fisica e la salute delle persone, sono più economici e soprattutto non sono invasivi dal punto di vista ambientale.
Ma a prescindere da quello che sarà il risultato del referendum, dovremo essere noi Sardi a decidere quale sarà il nostro futuro, e lo dovremo fare consapevolmente, andando a votare e facendolo con coscienza, nella piena cognizione di quello che sarà il risultato del nostro voto.
Perchè la storia testimonia di tutte le volte che noi Sardi abbiamo dovuto troppe volte subire delle decisioni che ci sono state imposte dall'alto, e stavolta non dovrà essere così, stavolta dovremo essere noi a scegliere quale sarà il futuro nostro, della nostra terra, dei nostri figli.
Esercitare il voto è un dovere, oltre che un diritto, un'espressione di responsabilità civica.
E stavolta non ci sono scuse, stavolta non è più possibile rimandare o derogare.
Roberta Atzori

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