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martedì 21 dicembre 2010

Dichiarazioni di voto

Pubblichiamo le dichiarazioni di voto del gruppo Consiliare del Partito Democratico per Sardara relativo alla tardiva consegna degli ordini del giorno da discutere nel Consiglio Comunale del 16/12/2010. http://www.novasdisardara.it/gruppo%20consiliare%20pd.pdf

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lunedì 20 dicembre 2010

I VIAGGI DI DORE’ E SHANDAN

La treccia di Dorè ha raggiunto la spalla, ormai è un uomo, non è più tempo di giochi. Ha imparato a lavorare la pietra nera e riesce ad ottenere punte e lame perfette. Insieme agli altri uomini del villaggio ne costruisce tante con i ciottoli che raccoglie risalendo il fiume verso la montagna. Shandan è anche lui un uomo, la sua gamba lo fa zoppicare ma, grazie alle cure de “Su babbu mannu” e delle mamme del villaggio, è diventato sano e robusto, ha imparato l’arte della pesca e con la sua barca si spinge anche molto lontano. Quando hanno tempo i due amici, si incontrano e parlano di progetti futuri. Sanno che quelle pietre nere e quelli strumenti possono interessare altri uomini. “Dorè”, gli dice Shandan, “tu conosci l’arte della pietra nera, io conosco l’arte del navigare, perché non portiamo i nostri prodotti verso altri villaggi? Io costruisco una barca più grande, tu porta i tuoi strumenti e le pietre e partiamo!” Ma Dorè è titubante, non vuole lasciare il villaggio, ha una ragazza nel cuore, si chiama Mena ha splendidi occhi color smeraldo e due lunghe trecce bionde. Egli ha già chiesto la sua mano inviando un anziano che ha lodato le sue grandi doti. La madre di Mena gli ha risposto che non basta, per poter sposare Mena, Dorè dovrà portare la sua dote e dimostrare di avere l’autosufficienza per sfamare la moglie e i figli. Lui non può ancora assicurare tutto questo con il suo lavoro. “ Ecco questa sarà per noi una buona occasione, se andrà bene torneremo al villaggio con tanti prodotti buoni dallo scambio dei tuoi strumenti”, esclama Shandan a cui non manca di certo il coraggio ed è pronto ad affrontare i rischi del mare. Dorè per il suo amore è pronto a tutto: “Partiamo”, dice, battendo la mano sulla spalla dell’amico. Dopo aver caricato la barca, i due amici partono salutando la gente del villaggio. Lasciata la laguna, e doppiato il promontorio sacro, che ha sempre rappresentato il confine per le piccole e fragili barche dei pescatori, l'imbarcazione si dirige verso un altro promontorio che raggiunge in poche ore. Seguendo il fumo dei fuochi i due intuiscono la presenza di villaggi sulla costa, incontrano altre barche che li guidano attraverso una grande laguna. Un gruppo di uomini armati con grandi archi e lunghi bastoni si avvicinano minacciosi alla barca di Shandan e Dorè, parlano un linguaggio simile al loro: “Che cosa volete? Che cosa trasportate? Da dove venite?” urla uno di loro con un copricapo munito di lunghe corna, “siamo venuti in pace, veniamo dal villaggio dietro il promontorio sacro e portiamo punte di frecce e coltelli fatti con queste pietre nere” risponde, per niente intimorito Dorè. Gli uomini si avvicinano e osservano il materiale che Dorè e Shandan hanno sistemato per terra sopra una grande pelle. “Guardate queste frecce e confrontatele con le vostre, sono molto più taglienti e appuntite”. Dopo averle toccate gli uomini mormorano tra loro: “E’ vero sono molto più aguzze delle nostre”. Ben presto i due scambiano i loro prodotti e caricano la barca di pelli, formaggio, pesce salato, uova di pesce salate e vasi di terracotta. Riprendono il mare, ben presto si fa notte e la navigazione diventa più rischiosa, lottano con un vento caldo che li spinge in alto mare, con le prime luci dell’alba stremati dalla fatica, scorgono una piccola isola, il vento e le residue forze li aiutano a sbarcare sulla spiaggia. “Un brutto vento” esclamano i due, per fortuna siamo finiti in questa isola”. Dopo essersi rifocillati, passati alcuni giorni aspettando il bel tempo, col favore del vento, i due ripartono puntando verso il promontorio sacro, è sera e una gran luce indica il loro villaggio, è il fuoco sacro. Dorè e Shandan sono accolti come eroi e con gran sollievo dei loro vecchi genitori. Sulla spiaggia c’è anche una ragazza dagli occhi smeraldi e le grandi trecce bionde, anche lei fà un grande sospiro di sollievo. Spartiti i prodotti frutto dello scambio, Dorè, accompagnato, dall’anziana madre, porta la sua dote alla capanna di Mena. Questa volta la madre di Mena, stupita per tutto quel ben di dio, acconsente il fidanzamento. “Sarà in buone mani” pensa. Mena dentro la capanna trema e spera. “Su ragazza vieni che ti rifaccio le trecce” dice la madre sollevando il coperchio di una grande cassa decorata e prendendo una bellissima cuffia di lana anch’essa decorata con piccoli cerchi. “Domani andrai in sposa a Dorè, voglio che indossi il bel mantello e la cuffia che abbiamo tessuto insieme”. Mena si getta in ginocchio davanti alla mamma e sussurra piangendo “grazie madre”. Oggi quei due bambini che un tempo schiamazzavano, sono due splendidi ragazzi, davanti a “Su Babbu Mannu” e tutto il villaggio, sotto la grande quercia, vicino al grande fuoco, ricevono tremanti la benedizione, il vaso con l’acqua benedetta e la statuina della Dea Madre che dovranno custodire fino alla morte e che li accompagnerà nella tomba. Subito si scatena una gran festa, Mena e Dorè al centro di un grande cerchio di uomini e donne che ballano tenendosi per mano, finalmente possono baciarsi. Pesci e agnelli arrostiti per tutti sono serviti su grandi cesti di giunco e erbe. (continua)
Livio Melis

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domenica 12 dicembre 2010

SP 62 Sardara - San Gavino: un altro passo in avanti

Pubblichiamo il volantino del circolo PD di Sardara sulla S.P. 62 Sardara - San Gavino. http://www.novasdisardara.it/sp62_mutuo-rev.pdf

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Scuola di formazione politica

Pubblichiamo gli interventi dei partecipanti alla scuola di formazione politica. http://www.novasdisardara.it/politiche%20giovanili%20a%20sardara%20-%20le%20nostre%20proposte.pdf http://www.novasdisardara.it/ripensiamo%20il%20turismo%20a%20sardara.pdf

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DORE’ E LA MONTAGNA DELLA ROCCIA NERA


orge il sole sul piccolo villaggio della pianura, un pugno di capanne di paglia e fango, costruite su una duna tra il monte, la laguna e il mare.
Gli abitanti: Una piccola tribù di pescatori, agricoltori e pastori, molto abili nella lavorazione della pietra, da alcuni anni si sono stanziati in questo territorio che assomiglia tanto al loro precedente villaggio che hanno abbandonato per la ricerca di nuove risorse. Qui non manca niente: La laguna e il mare ricchi di pesce e frutti di mare, tantissimi uccelli da cacciare, il bosco del vicino monte per la legna, buona terra da coltivare e due torrenti per l’acqua.
Anche quel giorno gli abitanti del villaggio si raccolgono intorno al gruppo d'anziani. Uno di loro porta un lungo mantello che gli copre le spalle fino ai piedi e un cappello a grandi falde. Ha un aspetto austero che incute rispetto. I ragazzi giocano e schiamazzano lì intorno. “Ssst…Su Babbu Mannu “ intima un anziano con un lungo e nodoso bastone. Dorè, un bambino vivace dai grandi occhi neri con una piccola treccia che scende sul lato destro del viso, osserva curioso i movimenti del grande vecchio. “Guarda Su Babbu Mannu ha grandi poteri, egli può parlare con la Grande Madre e far guarire la tua gamba”, rivolgendosi a Shandan, suo intimo amico che zoppica vistosamente a causa di una malattia. L’aria è tersa e i profumi della laguna si mischiano a quelli della macchia mediterranea che brucia nel fuoco perennemente acceso al centro del villaggio. Sotto la grande quercia su cui campeggiano le corna di toro, simbolo del dio maschile, le donne, coperte da un mantello e una cuffia che copre la folta capigliatura da cui spiccano due lunghe trecce, porgono al sacerdote una piccola statua femminile con grandi seni , simbolo della fertilità: “La dea Madre”. Egli la prende, la solleva verso il nuovo sole, intinge un ramoscello nell’acqua di un vaso globulare decorato dalle donne con le conchiglie delle arselle bianche che si trovano nella laguna, e benedice il popolo che ringrazia con un grande inchino. La giornata del popolo del villaggio può cominciare. Chi deve andare a pesca prende la sua barca di erbe palustri e si dirige alla laguna, i pastori con il gregge si allontanano verso i pascoli, i contadini vanno al lavoro nelle fertili terre. Al villaggio sono all’opera nelle loro officine gli artigiani delle pietre. Le donne più anziane tessono ceste di paglia e giunco, altre accudiscono ai bambini e cucinano piccole focacce su pietre arroventate nel grande fuoco. Le donne giovani vanno alla laguna con piccoli cesti a raccogliere le arselle, prelibati frutti di mare che al villaggio non mancano mai, anzi, esse le portano anche nei villaggi vicini per scambiarle con altri prodotti.
I ragazzi riprendono il loro gioco. Dorè, Shandan e gli altri si dirigono al fiume, hanno organizzato due squadre e giocano alla guerra. Raccolgono le pietre dal greto del torrente, durante l’inverno tanta acqua aveva trascinato tanti ciottoli dalla montagna nera. Dorè ne prende uno, non si accorge che è spaccato e il bordo tagliente gli procura una ferita al palmo della mano. Shandan, che ha visto tutto, prende una foglia di canna e copre la ferita legando la foglia con un giunco. La pietra è lì, vicino ai piedi di Dorè che la osserva con attenzione, è nera e lucente con i bordi sottili e taglienti. La usa con cautela su una canna e ottiene un taglio con estrema facilità. Poi si rivolge urlando ai compagni di gioco: “Mi sono fatto male alla mano io torno alla capanna da mia madre”. Il suo gioco è finito corre al villaggio con il ciottolo avvolto da foglie. “Cos’hai combinato”, urla la mamma, osservando la ferita alla mano di Dorè, “vieni con me” e lo accompagna alla capanna de su babbu mannu –come ti sei ferito?-, -con questa- risponde Dorè mostrando il ciottolo spaccato, “guardi ha i bordi più taglienti dei vostri coltelli di pietra”. Su babbu mannu cura la ferita con certe erbe che solo lui conosce, poi osserva la strana pietra scura e lucente, anche lui la prova su una canna e si rende subito conto che taglia più degli strumenti in uso al villaggio. “Dove l’hai trovata?”, “sul greto del fiume ce ne sono tante” risponde Dorè. Dopo aver tranquillizzato la madre di Dorè, su babbu mannu si reca al fiume e osserva le pietre, vengono da lassù pensa guardando il grande monte scuro. Quel giorno fu benedetto, la Grande Madre aveva guidato Dorè e gli aveva indicato la pietra nera che avrebbe arricchito la gente del villaggio.
Già nel VI millennio a.C. La Sardegna era al centro del traffico dell’ossidiana, una pietra vulcanica con le caratteristiche del vetro dovute al rapido raffreddamento delle lave, molto adatta alla costruzione di punte di frecce, coltelli ed altri strumenti taglienti, che dal monte Arci, attraverso il golfo d'Oristano, raggiungeva la Toscana, l’Emilia, la Spagna e la Francia.
Livio Melis (continua)

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venerdì 3 dicembre 2010

TRASPARENZA E INFORMAZIONE DEI CITTADINI

Le leggi italiane attribuiscono grande importanza all'informazione dei cittadini da parte del Comune e prevedono che molti documenti debbano essere messi a disposizione della popolazione. In proposito è sufficiente ricordare le norme previste dal Codice dell'Amministrazione digitale (Dlgs. 82/2005 e altre leggi e direttive, compresa la legge finanziaria 2008 (Legge 24/12/2007 n. 244).
Si elencano alcuni obblighi imposti alle Amministrazioni comunali.
TEMPESTIVITA' DEI PAGAMENTI.
L'art. 9 del D.L. N: 78/2009, Tempestività dei pagamenti delle P.A. Misure di snellimento dei pagamenti . La legge prevede che il Comune approvi e renda pubblico sul suo bolg misure per rendere veloci i pagamenti. In particolare i cittadini, i fornitori, le imprese, i professionisti... devono sapere quale responsabile dei servizi adotta i provvedimenti di pagamento e le procedure che gli impiegati devono seguire e a chi possono rivolgersi).

INCARICHI DI CONSULENZA.
Sul sito internet del Comune deve essere pubblicato l'elenco degli incarichi di progettazione, di collaborazione , di lavoro autonomo, di consulenza, ecc... con i nomi delle imprese, dei professionisti, delle società...., l'oggetto degli incarichi, l'importo da pagare..., con il testo della Determina dei vari responsabili che affidano gli incarichi...


ALBO DEI BENEFICIARI.
Il D.P.R. 7/4/2000, n. 118 contiene un Regolamento con le norme da rispettare per consentire la consultazione da parte dei cittadini dell'elenco delle persone, delle associazioni, delle imprese, degli enti... che beneficiano di contributi comunali. In particolare è previsto come si debba accedere gratuitamente alle informazioni dell'albo con il nome dell'impiegato comunale a cui rivolgersi anche per via telematica e/o telefonica.

AMMINISTRATORI COMUNALI.
La legge finanziaria 2007 n. 296 del 2006 obbliga il Comune a pubblicare sul proprio sito internet l'elenco degli incarichi e dei compensi degli amministratori di enti o società partecipate dall'Amministrazione comunale. Il nostro comune partecipa a Sa Corona Arrubia, al Consorzio Industriale di Villacidro, alla sociatà Villaservice, all'Unione dei comuni del Campidano, all'Associazione dei comuni della terra cruda. L'elenco deve comprenedre il nominativo, l'incarico ricoperto ed il compenso annuo ricevuto

DIRIGENTI.
In ottemperanza dell'art. 21 della legge 69 del 18.06.2009 ciascuna Amministrazione comunale ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica ed i numeri di telefono ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali.

POSIZIONI ORGANIZZATIVE.
Nel rispetto dell'art.21 della legge 69 del 18.6.2009 e dell'art. 11 del D.lgs 29.102009, n. 150, si devono pubblicare i curricula vitae delle Posizioni organizzative dei dipendenti. In tal modo i citadini sanno a chi rivolgersi per le questioni a cui sono interessati senza perdere soldi e tempo, chiamando anche per via telematica o telefonica.

TASSI DI ASSENZA E PRESENZA DEL PERSONALE.
L'art.21 della legge n.69 del 2009 obbliga a pubblicare i tassi di assenza e di maggior presenza del personale.

PRESENZE NEI CONSIGLI COMUNALI.
Dev'essere pubblicato l'elenco delle presenze dei consiglieri nelle sedute del Consiglio comunale e delle commissioni.

A tutto ciò si deve aggiungere l'enorme importanza della pubblicazione nel sito del Comune delle deliberazioni del Consiglio comunale e della Giunta municipale, delle Determine dei funzionari comunali. Altrettanta importanza ha la pubblicazione dei Regolamenti comunali, degli strumenti urbanistici, dei bandi di gara delle opere pubbliche, degli avvisi e della modulistica più varia.

Il nostro Comune rispetta questi obblighi? Il sindaco quando provvederà ad inaugurare queste forme di trasparenza e di informazione della popolazione?

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Termalismo ed opportunità di sviluppo 2

Pubblichiamo la relazione introduttiva al Convegno "Termalismo ed opportunità di sviluppo" presentata dalla Dott.ssa Roberta Atzori. http://www.novasdisardara.it/relazione%20convegno.pdf

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