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lunedì 10 maggio 2010

PALE EOLICHE A SARDARA

Pubblichiamo un articolo di Cicito Morittu, ex assessore regionale dell' Ambiente, che chiarisce le vicende dell'eolico in Sardegna. Gli investimenti per questo tipo di energia alternativa attualmente sono al centro di intrecci perversi tra politica e affari, che coinvolgono in modo clamoroso dirigenti nazionali del PdL, come l'on. Verdini, il Presidente della Regione Ugo Cappellacci e faccendieri come Flavio Carboni, tristemente conosciuto per le sue numerose vicissitudini giudiziarie.
Anche il nostro paese è interessato da un progetto di pale eoliche, approvato a suo tempo in Consiglio comunale.
Alla luce di quanto sta avvenendo e della discussione pubblica, originata dalle indagini della magistratura, sarebbe opportuno che il Sindaco tranquillizzasse l'opinione pubblica locale spiegando ai cittadini le caratteristiche del progetto delle pale eoliche sardaresi. In particolare sarebbe necessario chiarire come sia nato il progetto, se sia stato pubblicato un bando di gara per individuare la società che lo ha presentato oppure se abbia avuto origine da un affidamento diretto. Sarebbe inoltre importante conoscere chi sia questa azienda e la sua sede, se sia cioè un grande produttore di energia interessato a realizzarlo e a gestirlo in prima persona oppure uno dei tanti interessati ad effettuare una operazione speculativa realizzabile rivendendo il progetto dopo la sua approvazione da parte del Comune e della Regione. http://www.sardegnademocratica.it/index/ambiente/articolo/23914/ancora-sull-eolico-in-sardegna.html

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venerdì 7 maggio 2010

IL P. D. PRESENTA I SUOI CANDIDATI

Per sabato prossimo 8 maggio il Partito Democratico ha promosso la sua prima iniziativa per le elezioni provinciali del 30 e 31 maggio. Ha organizzato un dibattito pubblico, che si terrà alle ore 17.30 in Piazza Emilio Lussu, al quale parteciperanno Fulvio Tocco, Presidente della Provincia del Medio Campidano e riproposto per lo stesso incarico, ed il candidato nel collegio di Sardara Massimo Sanna. Coordinerà i lavori il segretario del Circolo P.D. Andrea Caddeo.

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Interrogazione a risposta scritta sui lavori termoidraulici vari eseguiti nell’albergo termale.

Pubblichiamo il testo dell'interrogazione a risposta scritta presentata dai Consiglieri Comunali del Partito Democratico e di Sardara in Comune. http://www.novasdisardara.it/interrogazione%20al%20sig%20sindaco%20quater.pdf

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XVI° Congresso Nazionale CGIL

Pubblichiamo la sintesi del documento "I DIRITTI E IL LAVORO OLTRE LA CRISI" relativo al XVI° Congresso Nazionale della CGIL. http://www.novasdisardara.it/sintesimozione1.pdf

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giovedì 6 maggio 2010

IL RUOLO DELLA MAGISTRATURA

In Italia si discute in modo acceso del ruolo della magistratura, della sua autonomia dalla politica, della sua riforma, per cui diventa importante verificare cosa preveda in proposito la nostra Costituzione repubblicana e cosa significhi l'affermazione che i giudici devono dipendere solo dalla legge. Quando si dice che lo Stato moderno è uno “Stato di diritto”, si vuol dire non solo che lo Stato è un soggetto di diritto (portatore cioè di diritti e di doveri), ma anche che lo Stato si sottopone al diritto e regola tutti i rapporti, ritenuti fondamentali, dei cittadini tra loro e dei cittadini rispetto alle istituzioni pubbliche, tramite il diritto. Nessuno è quindi superiore al diritto e lo stesso stato, nel fissare le norme giuridiche, si autolimita..

Fondamentale è , per uno Stato di diritto, la cosiddetta divisione dei poteri. Il potere legislativo e quello esecutivo- amministrativo, vanno distinti da quello giudiziario, il quale di solito è detto il “ terzo potere”. I ruoli sono del tutto distinti. Se le tre funzioni fossero proprie delle stesse persone o delle stesse istituzioni si verificherebbe una concentrazione di potere davvero eccessiva e pericolosa. Solo tramite una precisa separazione i poteri fondamentali dello stato possono, bilanciarsi a vicenda, assolvere senza inquinamenti o sconfinamenti alla loro specifica funzione.

Il legislatore ha il compito di produrre norme in vista di scelte generali riguardanti la collettività nel suo complesso; e se il “patto sociale”impegna a certe scelte di valore ed al perseguimento del bene comune , il legislatore dovrà guardare a questo bene e a questi valori. L'opera del legislatore è sempre una “mediazione” tra istanze e interessi diversi; è una scelta politica, quasi sempre frutto parziale o totale dei “compromesso”.

Il giudice invece deve occuparsi del singolo caso, dello specifico conflitto tra i cittadini, ovvero tra un cittadino che si sia posto in contrasto con le regole generali e la collettività. Il giudice confronta un fatto o una situazione o un comportamento, con le norme giuridiche prefissate dal legislatore e “dice il diritto” nel caso concreto, da il diritto a colui al quale è stato contestato o negato, “da ragione”, cioè la ragione del diritto a chi , nel concreto, è stato offeso, vittima, debole. La sentenza del giudice è altresì una sorte di “ autorizzazione”allo Stato, o al cittadino tramite gli strumenti predisposti dallo Stato, all'uso potenziale della forza. In questo modo l'uso della forza è disciplinato e controllato, è funzionale esclusivamente alla riaffermazione del diritto violato o contestato, evita il ricorso alla violenza , alla forza e alla giustizia privata.

Cambiare questo quadro, questa organizzazione dei poteri prevista dalla nostra Costituzione è proprio un'idea in favore dei cittadini? Sottoporre la magistratura al controllo del governo, cioè del potere esecutivo – amministrativo, che oggi controlla già il potere legislativo con la nomina dei parlamentari per mezzo dell'attuale legge elettorale, può lasciare del tutto tranquilli i cittadini?

U. Musa.

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lunedì 3 maggio 2010

L'IMPEGNO DEL P.D. PER LA PROVINCIA E PER IL PAESE.

Il prossimo 30 e 31 maggio saremo chiamati ad un importante appuntamento elettorale per la nostra Provincia e per il nostro Comune; si vota per il rinnovo del Consiglio Provinciale del Medio Campidano.
Questa competizione elettorale giunge dopo i primi cinque anni di vita della nuova Provincia; anni difficili vissuti nel mezzo di una crisi mondiale senza precedenti che ha colpito drammaticamente anche il nostro territorio e le nostre famiglie.
Il Partito Democratico di Sardara si presenta a questa competizione elettorale unito e coeso. Candida il Consigliere Provinciale uscente Massimo Sanna anche con l'intento di superare divisioni ed errori del passato, che hanno consentito ad una destra litigiosa e incapace di amministrare e di portare indietro il nostro paese con gravi danni per il tessuto economico e sociale.
Si tratta di una scelta politica importante, frutto del senso di responsabilità, proiettata al futuro e a rendere più forte ed unito il partito, per rassicurare i sardaresi che il P.D. è capace di superare le difficoltà ed è impegnato a costruire un'alternativa amministrativa all'attuale malgoverno della destra.
Ciò avviene per una scelta diversa e contraria rispetto a quella dei trasformisti dell'ultima ora, spesso autoreferenziali, o dei candidati venuti alla luce e all'impegno politico solo in occasione di questa tornata elettorale. Il caso più clamoroso di malcostume è quello della lista “Federazione Campidano”, promossa da ex consiglieri provinciali, che privi di convinzioni ideali sono passati per dispetto dal centro sinistra a destra.
Massimo Sanna è quindi il candidato per il P.D. e si impegna a dare voce ai problemi del paese in Consiglio Provinciale oltre a riassumere attorno alla sua candidatura tutte le sensibilità che sono presenti nel nostro partito e a contribuire attivamente alla costruzione di un partito coeso, forte, unito e collegato ai cittadini.
Il nostro candidato Massimo Sanna ha già rappresentato Sardara nel Consiglio provinciale del Medio Campidano e lo ha fatto mettendosi a disposizione dei cittadini, interpretando i loro bisogni, lavorando con impegno e lealtà, mettendo a frutto le esperienze maturate nel mondo del lavoro, dell'associazionismo, del sindacato e di amministratore comunale di Sardara.
Per tutte queste ragioni, il 30 e 31 maggio chiediamo il tuo sostegno.
Ti chiediamo un voto utile per Sardara, in armonia col paese, diverso rispetto al trasformismo e all'autoreferenzialità, in modo che Sardara sia ancora rappresentata in Consiglio provinciale. Chiediamo infine il tuo contributo per disegnare un processo di rinascita del nostro paese
Il Circolo P.D. di Sardara.

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P A O L A M U S A

Amo trascorrere il tempo libero che mi lasciano le incombenze familiari e quelle "agricole", con un libro in mano.
Le mie non sono letture sistematiche o organizzate: leggo un po’ di tutto, senza lasciarmi sfuggire, nei limiti del possibile, i lavori e le opere dei miei concittadini sardaresi. Per questo ho acquistato, appena uscito, "IL TERZO CORPO DELL’AMORE", il bel libro di Paola Musa, alla sua seconda fatica letteraria. Certamente non voglio addentrarmi in considerazioni e giudizi di tipo artistico-letterario. Non ne ho l’intenzione né la capacità: lasciamo che ciascuno faccia il proprio mestiere. Desidero soltanto cercare di esprimere alcune considerazioni scaturite dalla lettura, tutta d’un fiato, dell’ultima opera di Paola. Ho un metodo tutto personale, naturalmente valido soltanto per il sottoscritto, di giudicare la godibilità di un libro appena letto. Se riesce a coinvolgermi emotivamente, rapendomi fino alle lacrime (non devono essere necessariamente storielle strappalacrime), io mi sento appagato: quell’opera ha raggiunto il suo scopo, mi ha reso pensosamente felice. E il libro di Paola Musa ci è largamente riuscito. Varie volte ho dovuto interrompere, per riflettere ed asciugarmi le lacrime per paura dell’arrivo improvviso di un familiare; anche se sono convinto che non c’è nulla di che vergognarsi. Il primo forte shock l’ho avuto quando Luisa si rende conto che il suo rapporto con i figli è guasto. Il tormento di non riuscire a dar loro l’amore dovuto. Ne soffre. Cerca di rimediare, di cambiare atteggiamento. Ci prova anche, ma deve arrendersi: non ci riesce. La sensazione che Luisa, da quel momento in poi, la vita può soltanto vederla scorrere ma non viverla, mi ha chiuso la gola in una morsa di ferro.
Altro momento forte emotivamente è quando Giacomo sente impellente e improcrastinabile il bisogno di vedere, dopo 20 anni, l’indimenticata sorella. Una forza misteriosa lo prende come in un vortice, lo obbliga ad abbandonare tutti gli impegni di uomo affermato e correre da Rosy: sembra una frenetica corsa verso un impossibile ritorno all’infanzia. E infatti la notte che decide di lasciare Parigi, sogna la caletta dei ricci dove l’amata sorella era pronta ad asciugarlo appena uscito dall’acqua. … " Non era un sogno nuovo. Lo aveva fatto spesso, in quegli anni. Solo che in quella notte, per la prima volta in vita sua, si era fatto la pipì nel sonno, proprio come un bambino". Un bambino che ha un conto in sospeso con se stesso, una pena che esplode e si libera nel momento catartico dell’incontro con la sorella. …"Giacomo le afferrò le braccia e prese a strattonarla, urlando il suo nome: - Rosy !! - … Giacomo, accettando finalmente tutta la sua impotenza , si inginocchiò e le afferrò le ginocchia, piangendo. –Perdonami-" .
La goffa, impacciata Rosy alla fine giganteggia su tutti. Il suo grande amore per gli altri la circonda di rispetto e simpatia. I ricchi ospiti della casa per anziani tra le montagne della Svizzera, dove Rosy svolge il suo lavoro di infermiera, la venerano; ed è sempre lei, e non altri, a tenere loro la mano nei momenti del fatale trapasso. E Rosy di questa missione ne fa la sua vita. Che è poi anche la sua felicità.
Luigi Melis

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