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martedì 9 febbraio 2010

COME ASSISTERE I PIU’ DEBOLI

Il ciclo di lezioni organizzato dall’associazione “CostruireFuturo” continua. La prossima lezione sarà tenuta dal dottor Bruno Mancosu venerdì 12 gennaio alle ore 18 presso i locali dell’associazione in via Umberto. L’argomento riguarda i modi di organizzare l’assistenza sociale da parte degli enti locali.

I comuni infatti sono diventati i responsabili primari di questo settore e devono organizzare i servizi sociali diretti a numerose categorie di cittadini che versano in condizioni di bisogno. Anche quando la Regione finanzia sono loro i responsabili del funzionamento concreto dei servizi sociali.
In un momento di grave crisi economica cresce il numero dei cittadini in dfficoltà, aumenta la povertà e le disuguaglianze. Diventa così fondamentale per una comunità locale che l'Amministrazione comunale faccia le scelte più giuste, più rispondenti alle particolari condizioni della sua popolazione, con una programmazione corretta, trasparente e con la più larga partecipazione dei cittadini.
A parlare di queste è stato invitato un professionista esperto, che ha fincheggiato molte amministrazioni comunali e che ha espletato il compito delicato di redigere il piano per l'assistenza sociale a livello sovracomunale nella nostra provincia.
La partecipazione all'iniziativa è gradita.

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Energie rinnovabili e sostenibilità ambientale

Locandina del convegno che si svolgerà a Serrenti il giorno 11 febbraio 2010.

http://www.novasdisardara.it/manifesto%20rinnovabili%202010.tif

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CULTURA E TECNICHE PER IL RECUPERO DEL CENTRO STORICO

“Cultura e tecniche per il recupero del Centro Storico”. E’ il titolo della conferenza che l’associazione CostruireFuturo ed il circolo “1° Maggio” dell’Arci organizzano per il giorno 27 febbraio. A parlarne è stato invitato il prof. Antonello Sanna, preside della Facoltà di Architettura dell’Università di Cagliari ed esperto delle problematiche dei centri storici della Sardegna, in particolare di quelli della Marmilla e del Campidano.

A distanza di oltre vent’anni dall’approvazione del Piano Particolareggiato del Centro Storico del nostro paese è sembrato utile riaprire la riflessione su questo problema che è di grande rilevanza per fare il punto sulla sua importanza, sulle esigenze dei cittadini che lo abitano, sul modo di utilizzarlo e valorizzarlo, sul come salvaguardare la sua storia e la sua identità. Si tratta di una riflessione da fare con urgenza perché abbiamo un grande patrimonio, che attualmente è diventato difficile da utilizzare. I suoi confini sono stati notevolmente ampliati con la variante al Piano Urbanistico Comunale, approvata recentemente dal Consiglio Comunale, e per intervenire sugli edifici è necessario procedere alla realizzazione di un nuovo Piano Particolareggiato.
Il nostro centro storico è molto ampio e ciò è dovuto alla storia del paese. Basti pensare che agli inizi del 1900 Sardara aveva 3000 abitanti, mentre il capoluogo della regione ne contava 40.000, ed era uno dei centri più popolati della vecchia provincia di Cagliari e quindi dell’isola. Di questa storia resta ancora molto ed i lavori di recupero degli ultimi decenni hanno valorizzato edifici pubblici, case private. monumenti e viabilità.
Oggi forse dobbiamo interrogarci sul punto a cui siamo arrivati per poi decidere come proseguire.
Quando nei primi anni ottanta si cominciò a riscoprire questo grande patrimonio e a salvaguardarlo a Sardara si utilizzava ancora l’eternit per i tetti, i blocchetti di cemento per le murature e spesso la commissione edilizia pensava di abbattere i muri in pietra per allargare le vie cittadine. Di strada quindi se ne è fatta tanta e l’abbiamo fatta anticipando i tempi e l’azione di tantissimi altri comuni. Tutto questo forse non basta più. Il valore economico di questo patrimonio è cresciuto e c’è più condivisione sul suo valore storico, architettonico e culturale. Molti visitatori ce lo ricordano ogni giorno. Dobbiamo chiederci però come sia possibile migliorare le condizioni abitative, la salubrità e le comodità interne delle nostre case preservando le architetture, il decoro esterno e le loro caratteristiche costruttive.
Le nostre case hanno un valore che è cresciuto e sono una ricchezza utilizzabile anche per lo sviluppo economico. Con la crisi del settore agricolo e delle grandi industrie, con i servizi pubblici e privati di qualità che si stanno concentrando nelle aree urbane i piccoli comuni sardi stanno cercando di reagire percorrendo una strada non certo facile, quella di preservare la loro storia e le loro caratteristiche ambientali e produttive anche a fini turistici. Noi quella strada l’abbiamo individuata molto tempo fa, anche perché abbiamo l’acqua termale, che rappresenta una risorsa vera che altri non hanno, anche se recentemente abbiamo vissuto qualche incertezza e diversità di opinioni.
Il parlare di centro storico porta quindi con sé molte altre questioni. Affrontarle tutte assieme sarebbe anche complesso. Con la conferenza del prof Antonello Sanna vorremo farlo sul piano squisitamente culturale, storico e tecnico, dato che la Facoltà di Architettuta di Cagliari negli anni scorsi ha predisposto e pubblicato anche un Manuale di restauro e di recupero dei centri storici.

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sabato 6 febbraio 2010

PER UN NUOVO MODO DI AMMINISTRARE

L’arroganza, i toni urlati, le intimidazioni sembrano diventati i tratti caratterizzanti dell’amministrazione Zucca.


Infatti, a cadenza quasi giornaliera, con l’ausilio della corrispondente della stampa locale, il Sindaco minaccia, zittisce, talvolta querela. Secondo uno schema ormai consolidato, si muove su un duplice binario: da un parte la stampa elogia il buon operato della maggioranza (?), denigrando gli altri, dall’altra parte, si da mandato di querelare coloro che osano criticare politicamente e democraticamente le scelte. Il cliché seguito è stato sperimentato negli anni passati in cui si procedeva alla sistematica aggressione degli amministratori di turno.

Si dimentica, o si fa finta di farlo, che in democrazia il diritto di critica politica è contemplato dalla Costituzione ed imporre il silenzio rievoca schemi e situazioni della storia del nostro recente passato che speravamo superati. Pensate che la Giunta stanzia considerevoli somme del bilancio per ottemperare alle spese degli innumerevoli processi nei più svariati ordini e gradi in cui si è impegnata. Soldi dei sardaresi, sottratti ai sardaresi, che potrebbero essere utilizzati per stimolare la crescita economica e sociale del paese.

In realtà questa potrebbe configurarsi come una precisa strategia messa in campo per mascherare i numerosi fallimenti del suo operato. Ricordiamo la questione autovelox, posizionato con la chiara volontà di colpire le tasche degli automobilisti per fare cassa. Ad oggi il Giudice di pace, accogliendo il ricorso dei numerosi cittadini, ha condannato il Comune di Sardara al pagamento di € 150 + IVA per ciascun ricorso vinto. Il Sindaco e la sua Giunta, nel novembre 2007, respinse la petizione popolare presentata dai gruppi di minoranza accusandoli in Consiglio comunale di essere dei “pericolosi sobillatori”. I cittadini, riunitisi spontaneamente in comitato, vennero definiti addirittura dei “carbonari”. Ma c’è di più! Attraverso le solite dichiarazioni sul giornale l’amministrazione scaricò le responsabilità sul corpo di polizia municipale.

Proseguendo, non si può non riparlare dell’iter intrapreso per cercare di riaprire l’albergo termale, ancora chiuso e con i lavoratori disoccupati. La commissione dei lavori, l’esecuzione degli stessi, l’iter procedurale assumono ogni giorno di più contorni di dubbia legittimità e trasparenza a cui il Sindaco, a seguito di alcune interrogazioni consiliari, non ha saputo dare risposte convincenti. La stessa cittadella termale, legata alla variante al PUC n.7, si configura come un progetto dai risvolti di discutibile nitidezza, una cambiale in bianco in favore di future speculazioni.

Il Partito Democratico e i Comunisti Italiani condannano fermamente un modello amministrativo di chiaro stampo giustizialista e prevaricatorio. Pertanto lavorano affinché sia garantita la legalità e la trasparenza. Al paese sono necessari un libero confronto di idee, senza minacce ed intimidazioni, ed il rispetto delle regole e delle persone. S’impegnano affinché tutto questo non rimanga un semplice contenuto di facciata, presente nei programmi elettorali, ma rappresenti una guida per gli amministratori del futuro a difesa della convivenza e della crescita civile e democratica del paese.

Partito Democratico e Comunisti Italiani.

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mercoledì 3 febbraio 2010

IL PARTITO DEMOCRATICO E’ COMPATTO CONTRO LA CRISI DELL’INDUSTRIA IN SARDEGNA

Siamo in piena emergenza sociale. I fatti che si registrano in questi giorni, compresa la manifestazione che ha portato al blocco dell’aeroporto di Elmas, dimostrano quanto debba essere alto il nostro livello di attenzione.


Quello che pensavamo potesse succedere sta avvenendo, l’Alcoa ha deciso di chiudere gli impianti e, non accettando nessuna proposta, lascia a casa migliaia di lavoratori. Si tratta di una decisione che non possiamo in alcun modo accettare. Con questo gesto irresponsabile si mette in pericolo l’economia già devastata di un territorio che nel corso degli anni ha pagato amaramente lo sfruttamento industriale. La vertenza Alcoa non è purtroppo isolata. Il polo industriale di Portovesme sta affondando. È notizia dei giorni scorsi la decisione di Eurallumina di voler prorogare per un altro anno la Cassa integrazione per i suoi lavoratori. Allo stato delle cose non riusciamo ad intravedere spiragli neppure per il futuro dello stabilimento Rockwool di Iglesias e Otefalsail di Portovesme. Tasselli di un mosaico industriale che, per anni è stato punto di riferimento in Sardegna e in Italia. Base fondamentale di un’economia che oggi rischia di essere cancellata. Emergenza che non riguarda più solo il Sulcis Iglesiente ma tutta la Sardegna. Non dobbiamo dimenticare, infatti, neppure le dure vertenze che vengono portate avanti nella chimica con le dure battaglie dei lavoratori di Porto Torres.

Il Partito Democratico, come ha fatto sino a oggi, conferma che sarà a fianco ai lavoratori e alle loro famiglie con tutte le risorse politiche e istituzionali a sua disposizione. Per questo motivo il 2 febbraio l’intero gruppo dirigente o regionale sarà a Roma con i lavoratori che manifesteranno davanti a Palazzo Chigi mentre gli altri rappresentanti del Partito saranno promotori delle iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione che si svolgeranno nei diversi centri del Sulcis Iglesiente.

Il Governo, chiamato a intervenire sul caso Alcoa, deve dare risposte chiare e concrete su una questione che ormai non può più attendere. Servono interventi importanti, concreti e decisivi, come obbligare Alcoa a non chiudere, per evitare non solo il tracollo economico del territorio ma anche che la tensione continui a salire scongiurando qualiasi pericolosa deriva. Inoltre il Partito Democratico nel confermare la piena adesione allo sciopero proclamato dalle segreterie regionali confederali di Cgil, Cisl e Uil per il 5 febbraio, invita i propri sindaci e ipresidenti di Provincia a convocare, a Cagliari, i rispettivi consigli per garantire il massimo sostegno alla grossa giornatamobilitazione.


Cagliari 01 febbraio 2010

Partito Democratico della Regione Sardegna

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SPIGOLATURE (febbraio 2010 )

(1) Il partito dell’amore nella persona del suo capo Silvio Berlusconi, strenuo difensore –assieme alla Lega - dei valori cristiani, si prende una dura reprimenda da parte di Bill Gates. L’uomo più ricco del mondo divenuto filantropo ormai a tempo pieno – è co-presidente della fondazione Bill e Melinda Gates che si occupa degli aiuti ai paesi poveri -, si rammarica della “tirchieria dell’Italia”. Amareggiato dichiara: “ … da quando il nuovo governo si è insediato gli aiuti sono stati dimezzati. L’Italia appare cosi la più taccagna tra i partner europei ”. Mister Gates non sa che si può amare il prossimo anche senza dargli una mano. Che diamine ! ! !

(2) Che strani questi politici del Centrosinistra: non appena si scopre qualche loro marachella subito si dimettono. Sono proprio dei cagasotto. Perché non prendono esempio da Dell’Utri? E’ stato condannato per mafia? Embè, che vuol dire. Mica per questo uno si deve dimettere da senatore. Il gran capo Berlusconi non vi ha insegnato nulla? Ma lo sapete in quanti procedimenti penali è coinvolto? Mica c’è bisogno di dimettersi. Basta urlare da tutte le televisioni, da tutti i giornali : “ E’ una persecuzione da parte dei giudici comunisti. Vergogna ! Vergogna ! Vergogna !!! (3) Che paese strano l’Italia. I nostri governanti, ormai da tempo, non perdono occasione per attribuirsi il merito dei grandi successi conseguiti nella lotta alla mafia. “ C’è stata la confisca dei beni mafiosi per moltissimi milioni di euro. Sono stati assicurati alla giustizia decine e decine di capi mafiosi. Abbiamo inasprito il 41 bis. Ormai li abbiamo messi in ginocchio” gridano un po’ tutti. E che ti fanno quei disgraziati della ndrangheta? Inviano una lettera con dentro una cartuccia caricata a pallettoni mica a Berlusconi o Maroni o Larussa o Gasparri – no Gasparri no -, bensì al giudice Giuseppe Lombardo con la simpatica postilla : “ Farai la fine di Falcone e Borsellino”. Che strano paese il nostro. (4) Quella del Medio Campidano è una delle province italiane più virtuose per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Figura infatti ai primi posti nella classifica nazionale stilata dagli istituti di statistica. A pagina 6 del programma elettorale per le elezioni comunali del 2006, presentato dalla lista capeggiata dall’attuale sindaco, al punto 1 si legge: “ Rimodulazione del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani ”. Si parlava di una vera rivoluzione; di metodi completamente innovativi, di tariffe dimezzate. Sono passati quasi 4 anni e francamente siamo ancora in attesa di queste mirabilia. Le uniche novità sono state 1) la sostituzione delle buste trasparenti con quelle opache, consentendo, alla parte meno sensibile della popolazione, di infilare di tutto nei sacchi per la raccolta del secco indifferenziato; 2) la quasi definitiva scomparsa, per la raccolta dell’umido, delle buste in materiale biodegradabile – il cosiddetto mater-bi – sostituite da comuni sacchetti di plastica che si usano per la spesa. Gli amministratori o non si sono accorti di nulla oppure hanno tollerato. Malissimo in tutti e due i casi. Risultato? Sardara uno dei più importanti paesi della virtuosa provincia del Medio Campidano, in questi ultimi tre anni è arretrata di ben nove punti. E il dimezzamento delle tariffe dove è andato a finire? Non è poi cosi facile amministrare. (5) Corre voce che due imprese che hanno effettuato, o ordinato, lavori nello stabilimento termale di Sardara siano ai ferri corti e pare che i loro avvocati abbiano già un gran daffare. La società “Salute e Benessere Casteldoria S.p.A.” si è aggiudicata la gara per la gestione della struttura, e quindi è la responsabile dei lavori. Ma essendo questa di proprietà del Comune sarebbe bene che anche l’Amministrazione ci desse uno sguardo. Nella risposta all’interrogazione del 16/11/2009, presentata dalla minoranza, il Sindaco dichiara che il
Comune di Sardara non ha alcun rapporto con la “La Aqua Selva S.r.l.”, né con la ditta “Ra.Ri. S.r.l.”. Nel numero di dicembre il periodico “Sardara in Comune” pone una domanda precisa: “Perché il legale della “Ra.Ri. S.r.l.” dichiara ….. GLI ACCORDI RELATIVI AL PAGAMENTO DEL PREVENTIVO n° 94/09 INTERCORRONO UNICAMENTE TRA LA Ra.Ri. S.r.l., COMUNE DI SARDARA E “SALUTE E BENESSERE S.p.A.” ? Se le cose stanno così perché si nega ? Gli amministratori della “Salute e Benessere” sono gli stessi della ditta “Ra.Ri. S.r.l.”, quindi affidano lavori a se stessi. Una situazione del genere non suona un po’ strana ? In altri tempi per molto meno sarebbe stata allertata la Procura, la stampa avrebbe già raggiunto parossistici orgasmi inquisitori. Chi è a corto di argomenti si affida alle querele; noi per quanto ci riguarda continueremo a porre domande e a perseguire azioni squisitamente politiche.
Luigi Melis

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lunedì 1 febbraio 2010

SCIOPERO GENERALE

Pubblichiamo il documento con cui CGIL CISL e UIL hanno proclamato lo sciopero generale per venerdì 5 febbraio 2010. Si terrà una manifestazione a Cagliari con un corteo che partirà da Piazza Giovanni XXIII fino a Piazza Yenne. Novas condivide le ragioni dello sciopero e aderisce alla manifestazione.

http://www.novasdisardara.it/volantino.pdf

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