DE SU 2013 IN SCOLA SI PODIT SCEBERAI SA LÌNGUA SARDA PO IS FILLUS - ACÒRDIU REGIONI e UFÌTZIU SCOLÀSTICU REGIONALI: Est sa nova po s’annu de scola chi benit. http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=219709&v=2&c=220&t=1 110 COMUNUS ANT DELIBERAU CUN SARDARA po pediri chi in is mòdulus de preiscritzioni de scola si potzat sceberai: INSEGNAMENTO CURRICOLARE DEL SARDO cumenti narat sa L. 482/99 Sa tzirculari de s’Ufitziu Scolàsticu firmada de su Diretori Generali e mandada a is diretzionis didàticas, po nai sa beridadi, a dda castiai beni, a parti is proclamas, no est pròpiu su chi eus pediu e s’abetiaus. Boleus dispositzionis prus “strintas” po su respetu de s’art. 4 L 482/99 e sa volontadi de is comunidadis nostas rapresentadas de is comunus chi ant deliberau. Sigheus a traballai po amellorai s’acòrdiu. Po imoi TORRAUS GRÀTZIAS A Is Aministradoris de is comunus chi ant deliberau Su Presidenti Anci Sardìgna Cristiano Erriu po s’agiudu mannu Su Consilleri regionali Giuseppe Cuccu chi at sustènniu custa batalla cun d-un’interrogatzioni Su Servìtziu lingua sarda RAS Is operadoris culturalis e de portallitu linguìsticu, bloggers, ativistas chi ant traballau po spainai custa proposta. No seus aici presumius de nai ca cust’arresurtau, mancai parziali, est totu òpera nosta. Àtera genti at traballau cun profetu in àterus tretus e diretzionis. Su de is mòdulus e prus in generali sa chistioni de sa lìngua sarda est sempri puru sentia de sa genti e sa polìtiga prus abista e abilla est fadendi-si-ndi interpreti e portaboxi. Sperendi chi is scolas arrìciant su cumbidu de s’Ufìtziu Scolàsticu, tocat a traballai in dònnia comunu, fueddai cun sa genti, fai a cumprendi totu su profetu de s'eduzatzioni bilìnguas. Est una batalla binta, mancai sceti in parti, de is sardus, importanti giai ma sceti una batalla, ca sa gherra po biri arreconnotu su deretu a s'esistèntzia culturali nosta in su logu de s'imparu po antonomàsia est apena incumintzada. Is leis ddas teneus giai: Art. 6 cost. - L 482/99 - Art. 5 Statutu Regionali - L.R. 26/97... Si serbit una lei regionali noba po sa lìngua che sa friulana, una ratìfica chi no siat discriminatòria de sa Carta Europea de is lìnguas minoritàrias, incapas unu Ufìtziu Scolàsticu Regionali Sardu chi traballit a su costau de cussu ministeriali e una copertura finanziaria. Po formai identidadi e sentidu de apartènentzia a su territòriu e fai cresci in is sardus, in classi polìtiga e dirigenti nosta una cuscièntzia noba, innantis de essi treulaus e spèrdius de unu mundu, una cultura e un'economia sempri prus globalizada chi apetigat e strecat che unu rullu cumpressori is culturas prus dèbilis che sa nosta. Po nosu e po fillus nostus. Giampaolo Pisu - delegau a sa lìngua sarda comunu de Sàrdara DAL 2013 A SCUOLA SI PUO’ SCEGLIERE DI INSEGNARE LA LINGUA SARDA AI FIGLI - ACCORDO REGIONE e UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE. E' la novità maturata per il prossimo anno scolastico. http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=219709&v=2&c=220&t=1 110 COMUNI HANNO DELIBERATO CON SARDARA per chiedere che nei moduli di preiscrizione scolastica si INSEGNAMENTO CURRICOLARE DEL SARDO possa scegliere come prevede la L. 482/99 La circolare dell’Ufficio Scolastico a firma del Direttore Generale inviata alle direzioni didattiche in realtà, a ben vedere, al di là dei proclami, non è proprio quello che abbiamo chiesto e ci aspettavamo. Vogliamo disposizioni più stringenti per il rispetto dell’art. 4 L 482/99 e alla volontà espressa dalle nostre comunità rappresentate dai consigli comunali che hanno deliberato. Continueremo a lavorare per migliorare quanto già raggiunto. Intanto SI RINGRAZIA - I comuni che hanno deliberato con noi - Presidente Anci Sardegna Cristiano Erriu per l’importantissimo sostegno - Il Consigliere regionale Giuseppe Cuccu per l’interrogazione all’assessore regionale cultura - Il Servizio Lingua Sarda RAS - Gli operatori culturali e di sportello linguistico, bloggers, attivisti che hanno lavorato per divulgare l’informazione. Non abbiamo la presunzione di dire che il parziale risultato ottenuto è solo merito nostro. Altri hanno lavorato con tenacia in altri ambiti e direzioni. Questo dei moduli e più in generale la questione della lingua sarda è sempre più sentita dalla gente e la politica più intelligente e accorta se ne sta facendo interprete e portavoce. Nella speranza che le scuole recepiscano l’invito dell’Ufficio Scolastico, è ora necessario lavorare in ogni comune, parlare con le famiglie, convincerle dei benefici dell’insegnamento bilingue per i bambini. E’ una battaglia vinta, anche se in modo ancora molto parziale, dai sardi, ma per quanto importante è solo una battaglia. La guerra per vedere riconosciuto il diritto alla nostra esistenza culturale nel luogo dell’apprendimento per antonomasia e appena iniziata. Le leggi ci sono già: Art. 6 cost. - L 482/99 - Art. 5 Statuto Regionale - L.R. 26/97... E’ necessaria una nuova legge regionale per la lingua come quella friulana, una ratifica non discriminatoria della Carta Europea delle lingue minoritarie, forse un Ufficio Scolastico Regionale Sardo che lavori al fianco di quello ministeriale e un’adeguata copertura finanziaria. Per formare un’identità e un sentimento di appartenenza al territorio e far crescere in noi sardi, nella nostra classe politica e dirigente una nuova coscienza, prima di essere travolti e distrutti da un mondo, una cultura sempre più globalizzata che calpesta e schiaccia come un rullo compressore le culture più deboli come la nostra. Per noi e per i nostri figli. Giampaolo Pisu - delegato alla lingua sarda comune Sàrdara
Leggi tutto l'articolomartedì 5 febbraio 2013
PAES Assemblea Pubblica
Assemblea pubblica
del percorso
partecipato per la redazione del
Piano
d’Azione per l’Energia Sostenibile
Sardara 8 febbraio
2013
Ore 17.30
Centro di aggregazione
sociale
Via Oristano
Introduzione
Peppe Garau, Sindaco di
Sardara
Andrea Caddeo, Assessore
all’Ambiente
Discussione
aperta sulle azioni da inserire nel PAES
Mauro Frau, Sardegna Ricerche
Carlo Usai, Sardegna Ricerche
domenica 21 ottobre 2012
Raccolta di beni alimentari
Pubblichiamo il volantino dell'iniziativa promossa dalla Cooperativa di Consumo Sardaresi Associati in collaborazione con la Caritas Sardara "Raccolta di beni alimentari" prevista per i giorni di venerdì 26 e sabato 27 ottobre.
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domenica 26 agosto 2012
Bilancio d’esercizio 2011
Il giorno 15 giugno presso il Centro di Aggregazione Sociale di Sardara, si è svolta l’Assemblea dei Soci per l’approvazione del bilancio d’esercizio 2011.
Il Consiglio d’Amministrazione, alla presenza del revisore contabile e del consulente del bilancio, ha presentato ai soci l’andamento della gestione ed i risultati della situazione finanziaria ed economica dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2011.
Il bilancio relativo all’esercizio 2011, presenta un risultato economico che riflette la situazione di crisi in cui si trova attualmente il settore del commercio, che ha determinato un calo tendenziale dei fatturati, maturato soprattutto nell’ultima parte dell’anno 2011.
Dalla lettura del Conto Economico, si evince che il valore dei ricavi dalle vendite poco sotto 1,5 ml € di si è leggermente ridotto rispetto all’anno precedente per un importo di € 94.460,00 pari al 6% a fronte di una riduzione dei costi della produzione di € 117.181,00 il 3%.
Rispetto al bilancio 2010 la dinamica economica del 2011 è stata condizionata dalle voci straordinarie di bilancio con un incremento di € 15.000,00 dovute ad aumenti e pagamenti soprattutto di imposte e tasse. Un’altra voce di costo che ha subito un aumento è quella della pubblicità e propaganda dove sono inseriti anche i costi relativi ai premi promozionali ai soci, dato che dimostra come la gestione da parte del Consiglio ha sempre tenuto in considerazione la centralità del socio nelle sue scelte.
L’aumento di alcuni costi d’esercizio è stato compensato dalla riduzione del costo del personale che è diminuito del 10% passando da € 164.000 ad € 147.000. Questa riduzione è avvenuta su proposta del personale stesso che, con grande senso di responsabilità ha proposto al CdA di mantenere invariato il livello occupazionale a fronte di una riduzione del proprio stipendio del 17%, mantenendo e garantendo, attraverso una più razionale gestione dei turni di lavoro, le stesse condizioni di servizio.
Il Bilancio 2011 si chiude con una perdita di esercizio di poco superiore ai 50.000,00, valore della perdita che l’assemblea ha deliberato di ripianare attraverso l’utilizzo del fondo riserva.
La lettura dello Stato Patrimoniale rileva un valore delle attività pari ad € 545.311,00, mentre le passività ammontano ad € 354.044,00 al netto del valore del capitale o patrimonio netto pari a di € 191.227,00. Quest’ultima voce di bilancio nel corso del presente esercizio ha subito una riduzione di poco più di € 50.000,00 pari al valore della perdita d’esercizio.
In relazione alla indicazione precedente si può notare come le passività di lungo periodo (TFR etc), escludendo il valore dei ratei e risconti passivi, sono inferiori rispetto al valore dell’attivo consolidato, costituito essenzialmente dall’immobile al netto del suo fondo ammortamento.
Inoltre nell’analizzare lo Stato Patrimoniale occorre sempre ricordare che la cooperativa è proprietaria di un immobile ammortizzato per quasi il 75% del suo valore, e che rappresenta una garanzia della solidità patrimoniale.
Nell’ambito delle valutazioni del bilancio occorre anche ricordare che viene rispettata la condizione di mutualità prevalente in quanto il 72,95% delle vendite è stata a beneficio dei soci.
In occasione della discussione inerente il bilancio, sono state poste all’attenzione del CdA le problematiche relative alla riduzione di alcuni costi, con l’obiettivo di massimizzare il beneficio che deriva da questa operazione sui prezzi di vendita. Alcuni interventi oltre che sugli aspetti tecnici legati alle poste di conto economico e stato patrimoniale hanno sottolineato l’opportunità di effettuare attività di carattere sociale rivolte al mondo dell’associazionismo, della scuola come strumento che oltre a garantire un miglioramento dell’immagine della Cooperativa, consenta di recuperare la base sociale ma soprattutto quote di competitività rispetto ai concorrenti.
Il CdA ha recepito i suggerimenti emersi durante la discussione ed ha voluto puntualizzare alcuni elementi che hanno caratterizzato la gestione sia nella seconda metà del 2011 che nei primi mesi del 2012. In particolare nei confronti dei soci si è provveduto ad effettuare diverse campagne di sconto sugli acquisti. Nei confronti delle Associazioni, proprio perché costituite da soci della Cooperativa, è stato avviato un rapporto diretto affinchè a seconda della manifestazione e/o appuntamento pubblico organizzato venga riconosciuta la condizione d’acquisto soddisfacente. Inoltre è stato effettuato il rinnovo del layout espositivo con l’introduzione del servizio self service per l’ortofrutta. Il CdA valuterà con attenzione quanto emerso dall’Assemblea al fine di improntare ed attuare una gestione a favore del socio, consapevoli che ogni associato rappresenta una risorsa distintiva per la Cooperativa.
L’insegnamento della popolazione dell’Emila colpita dal terremoto rappresenta il modello a cui il nostro sistema Cooperativa Sardaresi Associati deve tendere affinchè tutti i soci assieme possano contribuire a far crescere la nostra realtà.
Il CdA ed i soci intervenuti all’Assemblea hanno voluto rimarcare l’importanza di ciascun associato nell’essere parte attiva nella vita della Cooperativa con i diritti e doveri che questo status comporta, ovvero con gli acquisti, con le osservazioni, segnalazioni delle problematiche inerenti il servizio etc, evitando i comportamenti speculativi che, come accade a livello nazionale, contribuiscono ad alimentare situazioni negative prive di fondamento.
L’idea per cui è nata la Cooperativa rappresenta sempre l’elemento centrale della missione dell’attuale CdA, idea che solo stando insieme può diventare veramente realtà.
Il CdA
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martedì 14 agosto 2012
Annualità 2012 del PROGRAMMA POVERTÀ ESTREME
In riferimento alla L.R. 2/2007 e alla D.G.R. n. 19/04 del 08.05.2012 l’Amministrazione Comunale rende noto che è in pubblicazione all’Albo Pretorio del Comune il Bando relativo al programma sperimentale per la realizzazione di interventi di contrasto delle povertà estreme
Il programma che promuove interventi economici-lavorativi è rivolto a nuclei familiari, persone singole e cittadini stranieri privi di reddito:
•che risiedono nel Comune di Sardara e da almeno due anni nel territorio della Regione Sardegna;
•che vivono condizioni di grave deprivazione economica, da lungo tempo e con situazioni debitoria nei confronti di Equitalia / le cui possibilità di impegno lavorativo sono attualmente molto ridotte, ma possono essere ricostituite attraverso interventi sociali e sanitari a carattere intensivo;
•che si trovano in condizioni di povertà, ma dispongono di capacità lavorative e di relazione che ne possano favorire il rientro nel mercato del lavoro e il superamento della condizione di deprivazione;
•che hanno un reddito da lavoro insufficiente rispetto alle esigenze della famiglia, una disoccupazione di lunga durata, scarsa qualificazione, che hanno necessità di percorsi individualizzati di formazione e di orientamento che favoriscano l’ ingresso nel mercato del lavoro o il miglioramento delle condizioni lavorative;
I moduli di domanda sono disponibili on line o a partire dal 16/08/2012, presso l’Ufficio Servizi Sociali (lunedì – mercoledì – giovedì dalle 11.00 alle 13.00 – lunedì pomeriggio dalle 16.00 alle 17.30).
Le domande dovranno essere presentate dagli interessati entro il 24.08.2012, corredate dal certificato ISEE relativo ai redditi 2011.
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lunedì 6 agosto 2012
SÀRDARA - APROVAU REGULAMENTU CONSULTA LOCALI PO SA PROMOTZIONI E AVALORAMENTU DE SA CULTURA E SA LÌNGUA DE IS SARDUS
Consillu Comunali / Consiglio Comunale 31/07/2012
Aprovau su regulamentu de sa "Consulta Locali" po sa promotzioni e avaloramentu de sa cultura e sa lìngua de is Sardus, previdia de sa L.R. 26/97. Aintru de pagu tempus at a essi pubblicau regulamentu e mòdulus po pediri de ndi podi fai parti.
Approvato il regolamento della "Consulta Locale" per la promozione e valorizzazione della cultura e lingua dei Sardi, prevista dalla L.R. 26/97. A breve la pubblicazione del regolamento e la messa a disposizione dei moduli per la richiesta per poterne far parte.
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Scola: Boleis chi imparint su sardu a is fillus?
SÀRDARA 28/07/11 ore 9:30 – ex Tzentru agregatzioni sotziali de bia Aristanis (macellu bèciu) -
Sìntesi cumbènniu aministradoris sardus chi ant deliberau po pediri a sa RAS s’arrespetu de s’art. 4 c. 5 L 482/99 (Scriri in is mòllius de pre iscrtitzioni scolàstica sa pregonta po babus e mamas chi si bolint avalessi de s’imparu de sa lìngua sarda po is fillus)
“Po bogai traballu tocat a cambiai prospetiva ponendi impari identidadi e innovatzioni. Depeus difendi is spetzifitzidadis nostas: nuraxis, paesàgiu, cultura, lìngua… funt s’ùnica cosa chi is àterus no si podint copiai -su benidori est in is spetzifitzidadis nostas”, custus funt is fueddus de su sìndigu de Sàrdara ananti de is Aministradoris comunalis Sardus chi si funt adobiaus po fueddai de lìngua sarda in sardu. Po imoi funt 90 is sindigus chi ant deliberau po pediri a sa RAS chi fatzat aciungi a su mòlliu de pre iscritzioni scolàstica sa pregonta “boleis chi imparint su sardu a is fillus?” Aici cumenti narat sa lei 482/99 e cumenti faint in Friuli giai de 10 annus chene ai strobau totu custus consillus comunalis. Is sardus depint pretendi amarolla s’arreconnoscimentu de su deretu a sa cultura insoru in scola, lìngua e stòria innantis de totu. “Est cosa chi no benit a beni” at nau G. Pisu "chi deu sia lòmpiu a s'edadi de 23 annus chena de sciri ita est unu nuraxi o su casteddu de Murriali". Po fai custu serbit duncas unu ufìtziu scolàsticu sardu chi traballit a su costau e impari a cussu de su Stadu, cun programas, lìburus e docentis preparaus (Oreste Pili). Su cumbènniu est sighiu cun sa proposta de formai unu comitau de aministradoris comunalis po portai ainnantis custa chistioni. Proposta fintzas a una lei noba po sa lìngua, sa L.R. 26/97 est bècia e una prus noba che sa friulana iat a podi andai beni. No unu comitau ma "una federatzioni de comunus cun d-una Carta po su bilinguismu” at propostu Oresti Pili assessori de Cabuderra. Àtera chistioni apretosa pesada de Pili est sa de sa ratìfica de sa Carta Europea de is Lìnguas de Minoria: in parlamentu funt andendi ainnantis fadendi fillus e fillastus e apetighedi su sardu, totu custu mancai sa lìngua sarda siat, de totu is minorias de s'Itàlia, sa prus manna po su tanti de sa genti chi dda fueddat. Presentada e approvada duncas una petitzioni po totu is parlamentaris sardus po chi fatzant balli is arrexonis de is chi ddus ant votaus. Sa lìngua no est de una parti polìtiga sceti, no est de dereta, no est de tzentru, ne de manca, ma de totu is sardus chi si stimant. A parti sa petitzioni dònnia aministradori presenti at a circai su parlamentari de su territòriu po ddi pediri de fai su doveri suu contras a custu tentativu de apetigadura de is deretus de is sardus.
ÀTERAS PROPOSTAS
Partendi de su cumbincimentu ca no podit esisti una polìtiga linguìstica sèria chene pensai a sa funtzioni sotziali e econòmica de sa lìngua, su sardu, che s'italianu e s'inglesu depit serbiri po agatai e amellorai unu traballu", sceti aici is famìllias ant a podi detzidi de torrai a imparai sa lìngua a is fillus! "Cosas medas ddas podint incumentzai a fai is comunus chena de spendi mancu unu soddu: chi is bibliotecas, archìvius e museus funt logus de cultura no si cumprendit poita est chi no si pedat sa connoscèntzia amarolla de sa lìngua sarda po traballai ingunis, o sa sa lìngua nosta no est unu elementu de fundamentu de sa cultura? Bastat a ddu scriri in su bandu de cuncursu e imponni is cursus de lìngua a is chi ddoi traballant giai”. Arrexonamentu sìmbili po sa ludoteca, istitutu educativu de is Comunus e no de su Stadu. “Ingunis aintru bastat a previdi in sa gara de apaltu chi unu tanti de operadoris connòsciant amarolla su sardu. Est domu nosta e depeus detzidi nosu”. “Is cursus de lìngua fatus cun dinai de sa L 482 chi si fatzat po is dipendentis comunalis innantis, po portai ainnantis una polìtiga de bilinguismu in su Comunu, polìtiga cunsentida e prevìdia de sa lei. Bastat a ddu scriri in su piano delle performances”. (Gimapaolo Pisu)
Su sìndigu Enrico Marceddu de Solarussa, at contau de su progetu po fai imparai su sardu in is famìllias e àteru progetu culturali po promovi sa cantada sarda.
S'assessori a sa cultura de Biddexidru, Francesca Curridori, docenti, at contau de sa sperièntzia de scola e de s'interessu mannu amostau de is piciocheddus po is letzionis suas fatas in lìngua sarda.
Oresti Pili at aciuntu ca tocat a castiai a su dpr 275/99 de s'autonomia, sa scola depit fai contu de su logu aundi est. Sa stòria de sa Sardìnnia est diferenti de cussa milanesa, po ndi nai una, e duncas fintzas is lìburus depint essi diferentis. Po nai, is cartinas de sa Sardìnnia de su 1200 depint inditai is cuàturu giudicaus, asinuncas custus librus no depint intrai in scola.
S'archeologu Giuanni Ugas at arregordau is medas annus passaus in s'universidadi de Casteddu imparendi preistòria e protostòria in sardu. At nau puru, po intzullai, ca chi su Stadu cun sa ratìfica de sa Carta Europea de is Lìnguas arremonada no arreconnoscit su sardu nosu no depeus fueddai s’italianu. Sa regia de sa polìtiga linguistica depit essi de sa Regioni cun inditus chi ballint po totu is comunus, no podit essi unu comunu sceti a si dd’atuai. At augurau s'arregorta de totu su lèssicu de su sardu e s’amparu de totu is barideadis dialetalis.
Sa dirigenti scolàstica de sa scola de Serramanna, D.ssa Laura Caddeo at testimòngiau s'interessu suu po sa lìngua e donau sa disponibilidadi po portai ainnantis custa chistioni.
Antoni Contu, scritori in sardu, at fueddau de sa tontesa de cussus sardus (no totus) chi partint po pagu tempus in continenti e ndi torrant cun s'acentu continentali e su menisprètziu po sa lìngua e sa cultura insoru.
Sa delegada de su comunu de Sètimu, A. Cocco docenti issa puru, at testimongiau is sperièntzias in scola e in sa bidda sua.
S'operadori linguisticu A. Biolla at contau issu puru de is sperièntzias in Spagna e sa postura diferenti de is spagnolus faci a is lìnguas insoru.
Linda Frongia, docenti e cursista FILS, cursu po docentis de lingua sarda in sardu universidadi de Casteddu, at contau sa sperièntzia de biaxi-stùdiu custas diis passadas in Catalunya: “Innii po intrai in su traballu tocat a tenni una connoscèntzia base de su catalanu. Sa stòria insoru est diferenti da sa nosta, ddu scieus, ma nosu dda depeus acabai de donai a su sardu logu sceti po su folclori, ddi depeus torrai a donai sa dignidadi sua. In scola depit essi imperau cumenti a lìngua veiculari po imparai totu is matèrias” .
Giorgia Pau, docenti, at arregordau ca “segundu is stùdius de sa Dot.ra Sorace est importanti meda a chistionai is duas lìnguas cun is pipius de candu nascint, e no abetai chi tèngiant cìncui o ses annus. Est aici chi su profetu de su bilinguismu si podit biri in su totu”.
Serrau cun sa proposta de si torrai a adobiai in Cabudanni po circai de cuncordai sa federatzioni de comunus arremonada. In s'interis s'at a presentai sa petitzioni po sa ratìfica de sa Carta Europea arremonada e cuntatai sa RAS po sa chistioni de is mòdulus de preiscritzioni scolàstica.
SUCONSILLERI DELEGAU A SA LÌNGUA SARDA SU SÌNDIGU
Giampaolo Pisu Dot. Giuseppe Garau
Oggetto: SARDARA 28/07/12 ore 9:30 – ex Centro aggregazione sociale di Via Oristano (macellu bèciu)- Sintesi convegno amministratori comunali sardi che hanno deliberato per chiedere alla RAS il rispetto dell’art. 4 c.5 L 482/99 (aggiungere nei moduli di preiscrizione scolastica la richiesta per i genitori di avvalersi della facoltà di insegnamento della lingua sarda per i figli)
“Po bogai traballu tocat a cambiai prospetiva ponendi impari identidadi e innovatzioni. Depeus difendi is spetzifitzidadis nostas: nuraxis, paesàgiu, cultura, lìngua… funt s’ùnica cosa chi is àterus no si podint copiai-su benidori est in is spetzifitzidadis nostas”.
Sono queste le parole pronunciate dal sindaco di Sardara dott. Giuseppe Garau di fronte agli Amministratori comunali Sardi che si sono incontrati per parlare di lingua sarda in sardo. Al momento sono 90 i sindaci che hanno deliberato per chiedere alla RAS l’aggiunta al modello di preiscrizione scolastica della domanda “volete che si insegni la lingua sarda a vostro figlio?” Così come si fa in Friuli già da 10 anni senza però aver impegnato 90 consigli comunali. I sardi devono pretendere il riconoscimento del diritto alla loro cultura nella scuola, lingua e storia in primis.
“Non è accettabile” ha detto G. Pisu che sia giunto all’età di 23 anni senza sapere cos’è un nuraghe o il castello di Monreale”. Per fare ciò è necessario dunque un Ufficio Scolastico Sardo che lavori al fianco di quello dello Stato, con programmi, libri e docenti preparati (Oreste Pili). Il convegno è seguito con la proposta di formare un comitato di amministratori comunali per portare avanti queste problematiche.
E’ stata perfino proposta una nuova legge per la lingua, “la L.R. 26/97 è oramai vecchia e una nuova come quella friulana potrebbe forse fare al caso nostro”. Non un comitato ma “una federazione di comuni con una Carta per il bilinguismo” ha rilanciato Oreste Pili, assessore alla lingua sarda di Capoterra.
Altra urgente questione sollevata da Pili è stata quella della ratifica della Carta Europea delle Lingue regionali o minoritarie: in parlamento sta andando avanti con grave discriminazione del sardo, tutto questo nonostante la lingua sarda sia la più parlata tra le minoranze linguistiche presenti in Italia. Presentata una petizione a tutti i parlamentari sardi affinché facciano valere le ragioni di chi li ha votati.
La lingua non è ne di destra, ne di centro e ne di sinistra, ma di tutti i sardi che hanno stima di se. A parte la petizione tutti gli amministratori presenti contatteranno il parlamentare del territorio per chiedergli di fare il suo dovere contro questo tentativo di discriminazione dei diritti dei sardi.
ALTRE PROPOSTE
Partendo dalla convinzione che non può esistere una politica linguistica seria senza pensare alla funzione sociale e economica della lingua, il sardo come l’italiano e l’inglese devono servire a trovare o migliorare un lavoro, solo così le famiglie potranno decidere di riprendere ad insegnare la lingua ai figli! Molte cose possono essere fatte dai comuni senza spendere un euro: se le biblioteche, archivi e musei sono luoghi di cultura non si capisce perché non si chieda la conoscenza obbligatoria della lingua sarda per lavorarvi: che la nostra lingua non sia elemento fondamentale della nostra cultura? “E’ sufficiente prevederlo nel bando di concorso oltre a prevedere i corsi di lingua sarda a chi già vi lavora”. Ragionamento analogo per la ludoteca, istituto educativo dei Comuni e non dello Stato. “La dentro basta prevedere nella gara d’appalto che un certo numero di operatori conoscano obbligatoriamente il sardo. E’ casa nostra e dobbiamo poter decidere noi”. “ I corsi di lingua fatti con i soldi della L 482 che si facciano per i dipendenti comunali innanzitutto, per portare una politica di bilinguismo nei Comuni, politica consentita e prevista dalla legge. Basta prevederlo nel piano delle performances”. (Giampaolo Pisu).
Il sindaco di Solarussa Enrico Marceddu ha parlato del progetto per l’apprendimento della lingua sarda nelle famiglie oltre ad altro progetto culturale per promuovere il canto tradizionale sardo.
Francesca Curridori, assessore alla cultura di Villacidro e docente, ha raccontato della sua esperienza nella scuola e del grande interesse mostrato dagli alunni per le sue lezioni in lingua sarda.
Oreste Pili ha aggiunto che è necessario ripartire dal DPR 275/99 sull’autonomia, la scuola deve tenere conto del luogo in cui si trova. La storia della Sardegna è diversa da quella milanese per esempio, e quindi anche i libri devono essere diversi. Per esempio le cartine geografiche della Sardegna del 1200 devono indicare i quattro giudicati, altrimenti a questi libri non deve essere permesso di varcare la soglia della nostra scuola.
L’archeologo Giovanni Ugas ha ricordato la sua attività di insegnamento di molti anni, in sardo, di preistoria e protostoria all’università di Cagliari. A aggiunto provocatoriamente che se lo Stato con la citata ratifica della Carta Europea delle Lingue non riconosce il sardo noi non dobbiamo parlare l’italiano. La regia della politica linguistica deve essere della Regione con indirizzi che devono valere per tutti i comuni, non può essere che se ne faccia carico un singolo comune. Ha inoltre augurato la raccolta di tutto il lessico della lingua sarda e la tutela di tutte le varietà dialettali.
La dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Serramanna, D.ssa Laura Caddeo, ha testimoniato il suo interesse per la lingua e dato la sua disponibilità per portare avanti le attività ad essa legate.
Antonio Contu, scrittore in lingua sarda, ha parlato della stupidità di quei sardi (non tutti) che partono anche per poco tempo nella penisola per poi tornare con bell’accento continentale e relativo disprezzo per la loro lingua e cultura.
La delegata (e docente) del comune di Settimo San Pietro, Arianna Cocco, ha testimoniato la sua esperienza a scuola e nella sua città.
L’operatore di sportello linguistico Alessandro Biolla ha raccontato anch’egli dell’esperienza in Spagna e il diverso atteggiamento degli spagnoli rispetto alle loro lingue.
Linda Frongia, docente e corsista FILS (corso per docenti di lingua sarda in sardo) nell’università di Cagliari, ha raccontato la recente esperienza di viaggio-studio in Catalogna: “In quella regione per poter accedere al lavoro è necessario avere una conoscenza di base del catalano. La loro storia è diversa dalla nostra, lo sappiamo, ma noi dobbiamo smetterla di dare al sardo solo spazio nel folklore, dobbiamo rendergli la dignità che gli spetta. Nella scuola deve essere impiegato come lingua veicolare per insegnare tutte le discipline”.
Giorgia Pau, docente, ha ricordato che “secondo gli studi della Dott.ssa A. Sorace dell’università di Edimburgo è molto importante parlare le due lingue con i bambini fin dalla nascita e non aspettare i cinque, sei anni. E’ così che i vantaggi del bilinguismo si evidenziano in tutta la loro pienezza”.
Concluso con la proposta di incontrarsi nuovamente a settembre per cercare di formare la citata federazione dei comuni. Intanto si presenterà la petizione per la ratifica della citata della Carta Europea e si contatterà la RAS per la questione relativa ai moduli di preiscrizione scolastica.
IL CONSIGLIERE DELEGATO ALLA LINGUA SARDA IL SINDACO
Giampaolo Pisu Dott. Giuseppe Garau
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giovedì 2 agosto 2012
Festival Internazionale del Folklore - Sardara
Sabato 4 Agosto dalle ore 22 in piazza Libertà a Sardara, Vi aspettiamo numerosi per la VII edizione del Festival Internazionale del Folklore promosso dal Consorzio Sa Corona Arrubia, si esibiranno il gruppo del Kenia, della Bosnia e il gruppo folk Santa Mariaquas di Sardara, che ha condotto la seguente ricerca sul costume tipico sardarese, maschile e e femminile, e sui tessuti utilizzati.
IL COSTUME TIPICO SARDARESE
La ricerca storica del costume sardarese è tra i primi obiettivi che la nostra associazione si è posta sin dalla sua costituzione. Già dai primi approcci ci siamo però resi conto che il compito non era dei più facili, Sardara, infatti, sotto l’aspetto delle tradizioni passa per essere un paese “freddo” che almeno all’apparenza sembrava non aver conservato la parte del patrimonio legata alla cultura folkloristica locale. Noi non ci siamo lasciati scoraggiare e piano pianino abbiamo iniziato la nostra ricerca andando di casa in casa per trovare anche il più piccolo ricordo che potesse darci una mano. Siamo stati piacevolmente sorpresi nel constatare invece che non solo Sardara ha conservato il suo patrimonio ma, parlando con le persone che ci hanno ospitato, abbiamo constatato che nelle persone anziane è vivo l’orgoglio di essere sardaresi e in tanti ci hanno fatto partecipi dei loro ricordi fornendoci tantissime informazioni utili per la nostra ricerca. Ciò che abbiamo potuto appurare è che il costume sardarese era nel complesso molto sobrio. Non abbiamo ritrovato molti gioielli che potessero adornarlo fatto eccezione per un rosario di perle a grano grossi (ora di proprietà di Rita Piano) e di una catena d’argento chiamata “sa giunchiglia” (ora di proprietà di Rosetta Caddeo) che serviva per fermare il grembiule sui fianchi, la catena terminava con una piccola teca in vetro incastonata nell’argento all’interno del quale veniva riposto un frammento di broccato Si ipotizza che “Sa giunchiglia” avesse un potere contro il malocchio.
I TESSUTI
I tessuti utilizzati per la creazione degli abiti erano prodotti in loco o nelle zone limitrofe perciò possiamo affermare che per le camicie e i pantaloni bianchi era utilizzato il lino coltivato nel campidano, e per la creazione dell’abbigliamento maschile e per le gonne femminili si utilizzava l’orbace (tessuto ricavato dalla lana di pecora) la cui lavorazione avveniva alle terme dove era presente la gualchiera (“sa cracchera”) nella quale il tessuto era ammorbidito e lavorato. La colorazione dei tessuti avveniva invece a Collinas; il colore nero non è, infatti, il colore naturale, ma per colorare l’orbace erano utilizzate delle erbe selvatiche.
Dalle interviste sappiamo che nei tempi passati i defunti venivano sepolti con i loro abiti più preziosi. Se ne possedevano più di uno, il più bello veniva fatto indossare al defunto e l’altro gli veniva deposto affianco. Un procedimento simile avveniva con le lenzuola ricamate; Se infatti queste erano state ricamate dalla persona defunta, quest’ultima veniva avvolta nelle sue lenzuola. È per questi motivi che molti capi preziosi sono andati perduti per sempre.
L’ABITO MASCHILE
Il costume sardarese maschile era composto dal tipico gonnellino in orbace (“is cratzonis de arroda ”) con il bordo orlato in velluto nero sotto al quale venivano indossati dei pantaloni in lino bianchi che venivano inseriti dentro le ghette (“is cratzas”). La camicia ,sempre in lino bianco, era finemente ricamata a mano o adornata con pregiati pizzi (secondo l’abilità di chi la confezionava) e fermata sul colletto e sui polsini con dei bottoni dorati. Sopra la camicia si indossava il gilet in orbace nero (“su cropettu”) con scollatura a V (divenuta in tempi recenti rotonda) bordata con del velluto nero.
Sulla testa si indossava “ Sa berritta” ,sempre in orbace, che nelle occasioni importanti veniva adornata con un fazzoletto rosso (“su turbanti”). Sulla vita veniva avvolto un pezzo di tessuto rosso utilizzato a modo di cintura (fonti signora Lisetta Garau e signora Iolanda); sappiamo anche che i ragazzi usavano mettere un fiocco (“ froccus ‘e bagadiu”) colorato sul braccio per indicare che erano non erano sposati.
Il costume maschile, a differenza di quello femminile, non ha subito grossi cambiamenti. Uno degli ultimi ad indossarle l’abito tradizionale maschile è stato il signor Antonio Margiani.
L’ABITO FEMMINILE
Come già detto l’abito femminile ha subito molte modifiche nel corso degli anni.
Gli abiti risalenti all’800 erano di ispirazione medioevale con influenze spagnole. Alcuni tessuti, tra cui il broccato dei corpetti femminili, sono tutt’oggi utilizzati in Spagna dove vengono utilizzati nelle giacchine usate dai toreri nelle arene. Lo stesso scialle oltre che essere utilizzato in Sardegna è un capo tradizionale spagnolo .
L’abito femminile dell’800 era composto da una camicia lunga in lino bianco impreziosita da pizzi o ricami; sopra la camicia veniva indossato un corpetto (“ is pabisceddas”) che nelle occasioni importanti era in prezioso broccato con motivi floreali, di colore verde, blu o nero impreziosito da decori fatti a mano con delle perline nere. Sono stati ritrovati corpetti di tessuti meno pregiati come il velluto blu o bordeaux e il tessuto damascato (come quello delle balze delle gonne) .
La gonna era in orbace nero ed era lunga sino alle caviglie. Era formata da tanti teli a seconda del ceto sociale di appartenenza, ed era adornata con una balza in tessuto damascato con disegni floreali. Questo lo possiamo affermare in quanto siamo riusciti a ritrovare una parte di un’antica balza appartenuta alla signora Mocci Lucia nata nel 1845 e visto la ricchezza di questa tipologia di gonna pensiamo venisse indossata in occasioni importanti.
Alla fine dell’800 possiamo datare altre tipologie di gonne tra cui una gonna, sempre in orbace nera, che sul bordo era adornata con dei nastri colorati il cui numero variava da uno a tre a seconda del ceto sociale. Una di queste gonne si poteva ammirare fino a poco tempo fa presso l’Hotel Antiche Terme. Un’altra tipologia di gonna che compare in questo periodo è “Sa gunnedda de girasobi”, diffusa in gran parte del Campidano e realizzata in tessuto più leggero e molto comune in quanto si poteva trovare facilmente nei mercati di Sanluri e Cagliari. Solitamente di colore blu, vinaccio o marrone, anche questa gonna era decorata sul bordo inferiore con pizzi o nastri di velluto nero a seconda del ceto sociale di appartenenza. Compare in questi anni anche “Sa gunnedda de imbodrau”, di colore rosso e blu, molto diffusa in tutto il campidano poiché realizzata con tessuti molto resistente e adatti alla realizzazione di abbigliamento da lavoro.
Dopo la prima guerra mondiale, la tipologia delle gonne cambia ancora; Non sono più usati solo tessuti pesanti ma s’iniziano ad utilizzare stoffe più leggere come il cotone arricchito con fantasie anche floreali o geometriche. Tutto ciò è testimoniato da alcune gonne ritrovate tra cui una verde in cotone con fantasia di fiori appartenuta alla signora Franceschina Melas, la gonna in cotone marrone a righe bianche verticali della signora Lisena e la gonna sempre in cotone marrone con disegni a quadri verticali della signora Damiana Atzeni. Anche in questi anni continua l’usanza dei nastri per indicare il ceto sociale. Sotto la gonna, così come sotto al gonnellino del costume maschile, Sulla gonna veniva utilizzato un grembiule (“ Su deventagliu”) anche questo dai lineamenti molto sobri, era arricchito solo da nastri in velluto nero e a seconda del ceto sociale da del pizzo o da perline nere. Dai racconti dei testimoni sappiamo che il grembiule era alcune volte dello stesso tessuto della balza della gonna o in cotone. Ne sono stati ritrovati pochi tra cui un appartenente alla signora Francesca Atzeni nata nel 1871 (in lana bianca tessuto a mano), uno color senape (con motivi floreali tono su tono) della signora Adelaide Tuveri nata nel 1869 e un nero decorato con perline nere. In versione più moderna, ma non meno preziosa, le nostre mamme lo hanno portato in dote conosciuto come il grembiule per passare il caffè.
“Su gippoi” (giacchetta corta) era presumibilmente un capo più invernale. Ne abbiamo ritrovato in velluto nero, verde e bordeaux e in damascato semplice. Erano delle giacchette corte aderenti con manica a ¾ molto semplici e senza decorazioni. Solo un capo nero presentava una sorta di cinturino decorato con perline sempre nere.
Sulla testa si utilizzava “Su muncadori” di colore diverso in base all'età o allo stato sociale. Era, infatti, bianco per le bambine e le ragazze nubili, nero con stampe floreali per le donne sposate e verde o marrone per le donne più in là con gli anni. Chi poteva permetterselo usava uno scialle in tibet nero con frange di seta, largo circa mt.1.60 e ricamato a mano con motivi floreali ispirati al paesaggio campestre e al mondo agricolo. Tra i disegni più diffusi troviamo le rose, le margherite, le spighe, l’uva e il melograno. Abbiamo ritrovato anche uno scialle marrone con ricami in tinta e un fazzoletto a stampe anch’esso marrone che sappiamo veniva usato sopra un fazzoletto bianco dalle signore che lavoravano in campagna.
Dal nostro punto di vista un gruppo folk, fin dalla sua nascita, deve essere consapevole che il costume che si decide di indossare deve rappresentare fedelmente la tipicità del paese d’appartenenza, con dettagli e particolari diversi dai paesi limitrofi. L’abito che, secondo la nostra ricerca, è più fedele all’originale sardarese è quello datato nella metà dell’800 in quanto all’epoca i tessuti utilizzati erano ancora per la maggior parte prodotti nel nostro territorio; A partire dal ‘900, infatti, i tessuti diventano più commerciali e quindi non più tipici di ogni paese ma spesso simili. Dopo attenta valutazione è emerso che il costume tipico di Sardara è composto da camicia bianca, pabisceddas in broccato, gonna in panno nero (che ha sostituito l’orbace, tessuto più difficile da reperire) con balza damascata con disegni tono su tono e grembiule in tinta, un fazzoletto nero con motivi floreali (in seta bianca per le ragazze più giovani) e lo scialle per chi ha la fortuna di possederlo.
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mercoledì 1 agosto 2012
Riconoscimento di debiti fuori bilancio per esproprio campo sportivo
In data 31 luglio 2012, il Consiglio Comunale di Sardara ha riconosciuto la legittimità
del debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva relativa
all'esproprio del campo sportivo di via Campania.
Dalla sentenza citata si evince che il Comune è tenuto al pagamento della somma
€ 119.298,55 a titolo di indennità di esproprio ed occupazione oltre a € 3.260,38 per gli interessi legali. A tale importo occorre aggiungere € 26.853,36 per refusione spese di giudizio, € 4.531,34 per spese registrazione della sentenza ed € 67.356,37 per gli onorari
dell'avvocato.
Totale: € 221.300,00 di debito fuori bilancio che verrà debitamente trasmesso alla corte dei Conti.
Per ripianare, e quindi pagare, tale debito il Comune utilizzerà l'avanzo di amministrazione del 2011 per € 93.326,82 ed € 127.973,18 dal bilancio di competenza 2012. Tradotto in linguaggio non ragionieristico significa che il Comune avrà meno fondi per opere di urbanizzazione o per fornire servizi ai cittadini per un valore pari
all'importo del debito da ripianare pari ad € 221.300,00.
Ma finalmente dopo oltre trent'anni chiudiamo un cassetto aperto.
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Adesione al progetto "Cento scuole per l'ambiente"
L'amministrazione comunale di Sardara è beneficiaria di un impianto
fotovoltaico da destinare alla scuola per l'infanzia di via Campania.
Questo importante risultato é stato raggiunto in seguito alla
partecipazione al progetto "Cento scuole per l'ambiente" promosso
dalla Fondazione Sesco Onlus, che intende sostenere scuole e comuni
attraverso una donazione che sia utile per il bene della comunità.
L'iniziativa consentirà di registrare un risparmio diretto sui costi
dell'utenza elettrica e di utilizzare i proventi conseguiti per
attività ludiche e didattiche.
La messa in funzione dell'impianto sarà accompagnata da attività
d'informazione rivolte principalmente ai bambini e agli insegnanti.
Tali attività saranno volte a diffondere azioni concrete a vantaggio
della tutela e della valorizzazione dell'ambiente.
Il progetto "Cento scuole" si delinea come un'iniziativa virtuosa che
promuove l'utilizzo delle energie rinnovabili e il corretto uso delle
risorse energetiche.
Il comune di Sardara consegue pertanto un duplice obiettivo, che
consente da una parte di razionalizzare i costi energetici utenze e,
dall'altra, di proseguire nel processo di sensibilizzazione e di
crescita collettiva a favore della cura e della salvaguardia
dell'ambiente.
Il Sindaco
Giuseppe Garau
L'Assessore all'ambiente
Andrea Caddeo
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Info point alle Terme di S.M. Aquas
Il comune di Sardara è beneficiario di un
contributo di € 60.000,00 per creare un punto di informazione e
accoglienza turistica presso sa Domu Arrubia a S.M. Aquas.
Il progetto
sarà finanziato dal GAL LinasCampidano, a valere sulla misura 313 del
Piano di Sviluppo Rurale, azione 2 "Informazione e Accoglienza".
Con tale intervento il comune di Sardara riuscirà a raggiungere
l'ambizioso obiettivo di fornire un supporto informativo ai turisti
che alloggiano presso le strutture termali, ai clienti pendolari che
"passano le acque" a S.M. Aquas e a tutti coloro che usufruiscono del
parco termale per le ragioni più varie.
All'interno della struttura troverà spazio anche una vetrina
dell'agroalimentare e dell'artigianato artistico locale.
Un altro passo importante che punta sul nostro ABC: Ambiente,
Benessere e Cultura.
Peppe Garau
Sindaco di Sardara
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PREMIO AREA SOSTA CAMPER
Il comune di Sardara ha ricevuto un premio
di euro 20.000,00 per il progetto di area sosta camper
multi-funzionale nella categoria "città termale", del bando "I Comuni
del turismo all'area aperta".
La cerimonia di premiazione si terrà
sabato 15 settembre a Parma, presso il Salone del Camper.
La struttura sorgerà in piazza Podda, lungo la principale via del
paese parallela alla vecchia SS 131, fornendo così un importante
servizio ai turisti che amano il "plein air".
Sardara è inserita nel circuito Bandiera Arancione del Touring Club,
fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia ed è l'unico
comune della Sardegna che può vantare la certificazine Herity nella
erstione dei beni culturali. Oggi abbiamo fatto un altro passo.
Peppe Garau
Sindaco di Sardara
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Calendario eventi a Sardara
La Pro loco di Sardara in collaborazione con le Associazioni
sardaresi, e con il patrocinio del Comune di Sardara, organizza
l'Estate Sardarese 2012
Calendario eventi
3 agosto - Film sotto le stelle, promosso dal Servizio Educativo -
Coop. Koinos ore 21.00 - Giardino della Ludoteca
4 agosto - - Rassegna internazionale dei gruppi Folk ore 22.30 Piazza Libertà
12 agosto - Culture Festival 2012 – Marcello Peghin Rogel Quartet -
Chiesa Parrocchiale dell’Assunta, ore 21.30
14/15 agosto - Festeggiamenti in onore della Beata Vergine Assunta
24 agosto - Caccia al tesoro, promossa dal Servizio Educativo - Coop.
Koinos ore 17.00 - Parco Comunale
17/31 agosto - Torneo di San Gregorio, organizzato dalla A.S.D.C.B.
Sardara 93 Parco Comunale
dal 27 agosto - Torneo di calcetto dei ragazzi, organizzato dalla
A.S.D. Dinamo Sardara Amatori
31 agosto - Concerto della Banda Musicale Città di Sardara - ore 22.00
Piazza San Gregorio
culturefestival 2012
Il “culturefestival” è un appuntamento culturale internazionale che
abbraccia tutte le Arti: Musica, Teatro, Danza, Letteratura, Poesia,
Pittura, Scultura, Ceramica, Cinema e Fotografia e vanta il Patrocinio
di Sir Colin Davis, Presidente della London Symphony Orchestra.
Esso funge da potente attrattore turistico, contribuisce a potenziare
lo sviluppo locale e nel corso degli anni è diventato un saldo
riferimento della Cultura nel Medio Campidano e nell’ intera isola.
Fondato nel 2008 il “culturefestival” è un evento ricco di
manifestazioni di portata regionale che ospita i migliori interpreti
noti al panorama artistico internazionale. Si tratta di un festival
organicamente concepito come itinerario culturale volto a valorizzare
gli artisti sardi, le tradizioni della Sardegna, i siti storici
presenti sul territorio regionale, l’artigianato e i prodotti tipici,
promuovendoli attraverso una visibilità internazionale.
Caratteristica basilare degli eventi del “culturefestival” sono le
location storiche individuate nei luoghi d’eccellenza all’interno dei
paesi coinvolti, quali ville, chiese, case patronali, musei, piazze,
siti archeologici e altri spazi suggestivi.
L’opportunità d’ incontro, confronto, scambio di competenze
professionali che ne conseguono, contribuiscono allo sviluppo
culturale e socio-economico del territorio, proponendo nuovi modelli e
nuove possibilità per i giovani: stage e tirocini sul campo li vedono
protagonisti nel forgiare figure tecnico professionali di nuova
generazione.
Sempre ai giovani è rivolta l’organizzazione di Master Class
internazionali, tenute da docenti di spicco dell’ambito artistico e
scientifico provenienti da diverse parti del mondo.
Giuseppe Garau
Sindaco di Sardara
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Sardara: per uno sviluppo integrato e sostenibile
Il Patto dei Sindaci è un’iniziativa promossa dalla Commissione europea che intende sostenere gli enti locali nel processo di riduzione delle emissioni di CO2 e di diffusione delle energie sostenibili.
Con l'adesione della scorsa estate l'amministrazione comunale di Sardara ha avviato un percorso che dovrà condurre il comune a dotarsi di un P.A.E.S. ( Piano di Azione per l'Energia Sostenibile).
Un impegno che rappresenta pertanto un opportunità importante che ci induce ad dilatare il nostro raggio d'azione uscendo dal contingente e dall'immediato per abbracciare quel "pensiero lungo" di berlingueriana memoria, sinonimo di una visione prospettica di ampio respiro.
Un processo che ci dà inoltre la possibilità di riflettere sui parametri effimeri della società odierna e sul modello di società che vorremo contribuire a costruire.
È indubbio infatti che il consumismo esasperato, l'individualismo e l'egoismo assurti a valori dei nostri tempi, abbiano arrecato gravi lacerazioni al tessuto culturale e sociale del paese e risultino non più sostenibili. Una comunità che antepone il benessere materiale a quello relazionale non può infatti guardare al futuro con fiducia.
Ecco quindi la necessità di lavorare per un cambiamento reale dei parametri di riferimento attuali. Cambiare significa infatti riappropriarsi del concetto di sostenibilità (sociale oltreché ambientale) che nella sua accezione più alta contiene i valori di solidariètà, cooperazione, senso di comunità. Oggi assistiamo alla caduta verticale di quello che gli economisti chiamano "capitale sociale" ovvero di quella fiducia che i cittadini nutrono nei confronti delle istituzioni e di chi ci governa e che costituisce il collante ideale per riuscire in una programmazione a lungo termine.
Dinanzi a questo scenario si poteva decidere di subire passivamente gli eventi oppure si poteva pensare di lavorare per portare il proprio piccolo contributo di onestà, impegno ed abnegazione al servizio del cambiamento. Come amministratori comunali è risultato determinante il convincimento di puntare alla diffusione tra i cittadini di nuove consapevolezze e stili di vita improntate sulle buone pratiche, sulla sobrietà e sul buon senso.
Parlare di azioni virtuose significa mirare ad una gestione più attenta a del suolo e del territorio, significa lavorare per l'efficienza e il risparmio energetico, significa puntare sulla mobilità alternativa, significa promuovere la partecipazione attiva nonché sostenere azioni volte alla sensibilizzazione e all'educazione rivolte principalmente alle scuole e alle associazioni. Per questo siamo risultati beneficiari di un finanziamento regionale sulla base di un progetto che promuove l'utilizzo consapevole dell'acqua di rete, incentiva esperienze virtuose di raccolta differenziata (attualmente la percentuale di differenziazione è pari al 68%) nell'ambito delle feste e manifestazioni culturali (sagre ecocompatibili).
Per quanto concerne la mobilità alternativa abbiamo presentato alla Regione un progetto volto alla riqualificazione del vecchio tracciato della 131 per trasformarlo in pista pedonale e ciclabile garantendo il collegamento fino all'area termale.
Nell'ottica della sensibilizzazione rivolta alle scuole, abbiamo aderito all'iniziativa di Legambiente "Puliamo il mondo", abbiamo partecipato alla Giornata Europea "A come Acqua", abbiamo aderito alla Giornata del Risparmio Energetico promossa da Rai Radio 2 " M'illumino di meno". Abbiamo inoltre avviato l'iter procedurale per la costituzione del Cento di Educazione Ambientale (C.E.A.S) che sarà ubicato in un area di grande pregio ambientale e naturalistico quale Santa Maria Acquas. A breve installeremo nella scuola dell’infanzia un impianto fotovoltaico nel'ambito del progetto " Cento scuole per l'ambiente".
Azioni, queste, che costituiscono parte integrante del P.A.E.S. che non si configura secondo uno schema rigido ma al contrario rappresenta uno strumento di pianificazione dinamico che necessita di continui adeguamenti e di successivi monitoraggi. Ma il mio intento oggi è anche quello di stimolare una riflessione che ampli ulteriormente l'orizzonte di riferimento. Se é vero infatti il P.A.E.S. consentirà ai singoli enti locali di dotarsi di una pianificazione strategica, risulta altrettanto vero che gli stessi enti dovranno impegnarsi a ricercare opportunità di finanziamento decisive per la realizzazione delle azioni previste dagli stessi. Per fare questo ogni amministrazione può decidere di muoversi in direzione totalmente autonoma, oppure può iniziare a ragionare in un ottica più complessiva, creando le giuste sinergie con i Comuni interessati, nelle forme e con gli strumenti che si riterranno più opportune.
Noi consideriamo fondamentale lavorare per la costruzione di quella visione d'insieme che consenta al territorio di potersi rivolgere anche alla Commissione Europea con qualche possibilità in più di essere ascoltato e pensiamo sia altrettanto doveroso impegnarci affinché le eventuali risorse si traducano in giuste ricadute economiche e occupazionali per le imprese e gli operatori del territorio. Optare per il superamento della logica del "proprio orticello" contribuirebbe infatti a rafforzare quell' idea di cambiamento per la quale ognuno di noi, nel limite delle proprie responsabilità, si deve sentire parte attiva.
Andrea Caddeo
Assessore all’Ambiente
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Cittadinanza attraverso lo Ius Soli : una questione di civiltà
Nel corso della seduta del Consiglio Comunale di lunedì 9 luglio il gruppo di maggioranza Sardara Cambia ha proposto la votazione, approvata con la non partecipazione al voto di due consiglieri del gruppo di minoranza “Nuove Iniziative”, di una delibera di sostegno alla campagna nazionale “CHI NASCE E CRESCE IN ITALIA È ITALIANO", una battaglia di civiltà portata avanti nell'ultimo anno con grande determinazione dalla maggior parte del mondo associazionistico, oltre che dal Partito Democratico, attraverso sit in, raccolte firme, incontri, mobilitazioni per la modifica della legge attualmente in vigore, la n.91 del 1992, per la quale non sono cittadini italiani i nati in Italia da genitori di origine straniera, così come non lo sono i ragazzi e le ragazze che vivono, crescono e studiano nel nostro paese ma hanno genitori privi della cittadinanza italiana.
Inoltre, pur contribuendo all'economia nazionale lavorando e acquistando nel nostro Paese, agli stranieri regolarmente presenti in Italia da anni, è preclusa la possibilità di partecipare alle elezioni delle amministrazioni che governano le comunità in cui vivono. E questo nonostante l'articolo 3 della Costituzione Italiana stabilisca il principio della pari dignità sociale e dell'uguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Sulla base della legge n.91 del 1992 l’acquisto della cittadinanza italiana avviene per trasmissione dai genitori (ius sanguinis) e nessun riconoscimento è invece presente, a differenza di altri Paesi come U.S.A. o Canada, alla facoltà di acquisto basata sulla nascita o l’integrazione scolastica e sociale, possibilità incentrate invece sullo ius soli e sullo ius domicili.
Le due proposte di legge di iniziativa popolare presentate dalla campagna “CHI NASCE E CRESCE IN ITALIA È ITALIANO" si propongono di sanare queste palesi ingiustizie, introducendo da un lato il principio dello Ius Soli, cioè il diritto alla cittadinanza sulla base del luogo in cui si vive; dall'altro il riconoscimento del diritto di voto attivo e passivo alle amministrative per chi risiede in un determinata comunità da almeno 5 anni.
La proposta di legge propone sostanziali modifiche per chi nasce in Italia da genitori stranieri, per i minori nati altrove e arrivati al seguito dei genitori, per chi intende diventare italiano da adulto.
Viene inoltre proposta la competenza dei Sindaci nella procedura di attribuzione della cittadinanza, avvicinando così l'ambito delle decisioni alle persone e alle comunità coinvolte. Infine, la proposta di legge riduce al minimo la possibilità di discrezionalità sulla decisione definitiva, che deve basarsi su presupposti certi e verificabili.
La proposta di legge prevede che chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno sia italiano. Per i nativi si introduce dunque lo ius soli, che vale anche nel caso di figli di genitori nati in Italia, a prescindere dalla loro condizione giuridica.
La campagna propone che valga il principio dello Ius Soli anche per minori non nativi che frequentano la scuola. Prevede infatti che bambini, nati in Italia da genitori privi di titolo di soggiorno, o entrati in Italia entro il 10° anno di età, che vi abbiano soggiornato legalmente, possano diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni. Inoltre, su richiesta dei genitori, diventano cittadini italiani i minori che hanno frequentato un corso di istruzione. La domanda, infine, può essere presentata anche da uno straniero legalmente soggiornante da 5 anni (e non più da 10).
Sul diritto all'elettorato attivo e passivo alle amministrative, la campagna ha deciso di adottare il testo che l'Anci ha elaborato nel 2005.
La proposta dà attuazione a un principio contenuto nella Convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica, che il nostro Paese non ha ratificato per la parte che riguarda proprio il diritto di voto. Unico vincolo per l'esercizio di questo diritto è che lo straniero sia regolarmente soggiornante in Italia da almeno 5 anni.
Tutto questo potrebbe sembrare una cosa lontana per Sardara, ma in realtà non lo è.
Da circa un anno, infatti, anche la nostra piccola comunità accoglie Donne e Uomini provenienti da Nigeria e Ghana, i quali hanno dato alla luce 8 bambini, 4 dei quali risiedono ancora a Sardara. L'ingiustizia sancita dalla legge attuale sulla cittadinanza è quindi tutti i giorni anche sotto i nostri occhi, e lo sarà sempre di più, se questi Uomini, Donne e Bambini, crescendo, decideranno di rimanere e Sardara, contribuendo e partecipando alla crescita culturale ed economica del nostro paese.
E' per questo che partecipare concretamente a questa battaglia di civiltà è un dovere, battaglia che comincia dal riconoscimento di quelli che, a nostro avviso, sono diritti fondamentali dell'Uomo.
Roberta Atzori, Consigliere del Gruppo di maggioranza “Sardara Cambia”
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lunedì 16 luglio 2012
Sardara: deliberata l'istituzione del CEAS (centro di educazione ambientale)
L'Amministrazione Comunale ha avviato il percorso volto
all'istituzione di un Centro di Educazione Ambientale (denominato
C.E.A.S.). L'iniziativa si pone l'obiettivo di affermare e promuovere
la diffusione della cultura ambientale attraverso azioni e politiche
di sviluppo sostenibile.
Il C.E.A.S intende rivolgere la sua azione
educativa principalmente al mondo della scuola e, allo stesso tempo,
ritiene fondamentale sostenere progetti che coinvolgano le comunità
locali e il territorio . In questo modo si prevede la possibilità di
entrare a far parte del Sistema Infea (sia regionale che provinciale)
e di partecipare al processo di accreditamento e certificazione dei
Centri di Educazione Ambientale della Regione Sardegna.
Il compendio termale sardarese, con le sue aree di alto pregio
naturalistico e culturale, risulta pertanto il luogo ideale per
intraprendere azioni che mirino alla fruibilità eco sostenibile del
territorio. Tali azioni potrebbero avere inoltre benefiche ricadute
anche dal punto di vista occupazionale, contribuendo così
all'incremento di posti lavorativi nel settore del turismo ambientale.
Pertanto la Giunta comunale di Sardara ha deliberato di istituire il
C.E.A.S. presso la sala azzurra all'interno dell'immobile (di
proprietà del Comume di Sardara) denominato "Ex Bottiglieria".
In questo modo l'Amministrazione Comunale prosegue nel processo già
intrapreso di valorizzazione delle proprie risorse storiche e
naturalistiche rivolgendo particolare attenzione ai progetti di
animazione e sensibilizzazione in un ottica complessiva di crescita
legata ad uno sviluppo sostenibile.
Il Sindaco Giuseppe Garau;
L'Assessore all'ambiente Andrea Caddeo
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domenica 1 luglio 2012
Baby Planet 2012
Pubblichiamo la locandina del programma del Baby Planet 2012 baby_planet_2012
Leggi tutto l'articolomercoledì 27 giugno 2012
Lettera del Presidente dell' U.P.S. Roberto Deriu all'Onorevole Vargiu
Caro Onorevole,
come hai ben ricordato, l’Unione Province Sarde, durante la campagna referendaria per le consultazioni del 6 maggio scorso, ha voluto confrontarsi apertamente con il Movimento Referendario perché ha ritenuto e ritiene indispensabile una riflessione meticolosa e profonda, a più voci, sul tema delle riforme.
Cogliamo nel tuo invito una grande positività ed il riconoscimento della lealtà e della coerenza mostrata dall’Unione Province Sarde in questi mesi. La stessa coerenza ci porta a dire che le nostre posizioni non sono cambiate: gli interessi dei cittadini si perseguono se si rimane all’interno delle regole e della legalità.
Lealmente ripetiamo che non potremo accettare nessuna deviazione da questo principio e che non rinunceremo ad ottenere il giudizio di merito, che ancora non c’è stato, sulle tante violazioni alla Costituzione e allo Statuto speciale contenute nei decreti presidenziali di indizione dei referendum ed ora presenti anche nella legge approvata dal Consiglio Regionale.
La posizione dell’UPS, infatti, più volte ribadita in questi mesi e più volte sottolineata nei nostri interventi è imperniata sulla necessità di individuare nella legalità e nella legittimità i paletti entro i quali il percorso di riforma va inserito. Ciò per poter arrivare ad una riforma del sistema autonomistico vera e compiuta, non solo accennata o annunciata. Per questo riteniamo indispensabile, proprio perché rappresentanti delle istituzioni prima che esponenti politici, che la riflessione si apra con l’analisi dei principi e delle regole entro le quali ci si può muovere, ovvero di come, rispettandole, possano essere modificate.
Così come reputiamo fondamentale arrivare al confronto e al dialogo con la consapevolezza di quale realtà si voglia modificare, di quali istituzioni e del perché si vogliano sostituire, di quali siano i bisogni e le volontà delle comunità, quali le aspettative dei cittadini e quali gli obiettivi da cogliere.
Occorre un’analisi seria, profonda. Condivisa e capillare. Nella quale impegnare tutte le forze possibili e alla quale predisporsi con la massima apertura possibile, per non incorrere nell’ equivoco di voler arrivare ad una valutazione vicina alle proprie idee ma distante dalla società.
Crediamo infatti dannoso proseguire in un percorso che sembra avere come unico scopo quello di occupare il tempo non per poter riflettere ma solo per far intendere che si è impegnati: in questo momento di grandissima crisi, sociale ed economica, prima che politica, i tempi morti, gli sprechi sono la peggior risposta che una classe dirigente può dare ai cittadini. Occorre una presa di coscienza completa, che superando l’inconsistenza delle semplici dichiarazioni porti ad una proposta di riforma della nostra architettura istituzionale.
Come Unione delle Province Sarde più volte abbiamo deliberato in questi ultimi mesi sulle necessità di arrivare alla riforma: i tempi che viviamo la impongono. Così come abbiamo più volte deliberato che nessuna riforma potrà essere possibile senza il dialogo ed il confronto. Per questo abbiamo dato la nostra disponibilità, come associazione di Enti Locali, perché si iniziasse questo dialogo. Ed abbiamo chiesto che venissero pienamente coinvolti sia il Consiglio della Autonomie Locali, le cui prerogative in merito sono evidenti, sia le altre rappresentanze organizzate dei cittadini e sia i cittadini stessi.
Il “nuovo modello di Sardegna” è possibile. Ne siamo convinti anche noi dell’Unione Province Sarde. Per questo accogliamo il tuo invito a partecipare al dibattito sul ruolo della Costituente, fiduciosi che la nostra posizione, di inflessibile rispetto della legalità, possa essere utile per la formulazione di una proposta di cambiamento.
Roberto Deriu
Presidente Unione Province Sarde
Fonte:www.provincia.mediocampidano.it
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Provincia Medio Campidano, Turismo: nuovo sistema rilevamento dati turistici. Conclusi gli 8 incontri regionali, ora si passa alla fase attuativa
L’Assessorato Regionale del Turismo, in raccordo con le otto province sarde, ha definito l’introduzione un nuovo programma per la rilevazione on line dei dati sui flussi turistici, denominato SIRED. A breve tutti gli operatori turistici della regione saranno chiamati a passare alla nuova procedura di rilevazione, semplificando ed uniformando il sistema di comunicazione e di rilevazione informativa.
Con lo svolgimento di otto incontri territoriali, uno in ogni Provincia Sarda, è entrata nel vivo la sperimentazione del nuovo sistema di rilevamento dei flussi turistici. Il nuovo sistema di raccolta ed elaborazione dei dati (Sired), è stato studiato per superare l'attuale modalità di raccolta ed elaborazione, anche ai fini della puntuale conoscenza dei flussi e del movimento commerciale nelle strutture ricettive.
Il programma di incontri si è concluso venerdì 15 giugno scorso a Villacidro, alla presenza dei responsabili dell’Assessorato regionale del turismo, dell’Assessore Provinciale del Turismo Michele Cuccui, del responsabile del Servizio Turismo Provinciale Paolo Demuro, ed una folta rappresentanza dei titolari delle strutture ricettive, destinatari ed attori principali del Sired.
Durante l’incontro di Villacidro sono state fornite agli operatori tutte le informazioni utili sull’innovativo sistema che meglio risponde alle esigenze di disporre di dati certi in tempo reale, capaci di fotografare con immediatezza il reale movimento dei flussi turistici sull’intero territorio regionale. Le singole strutture ricettive potranno inoltre avvantaggiarsi delle avanzate funzionalità del nuovo programma SIRED, potendo sfruttare lo stesso come capace elaboratore di mirate analisi statistiche.
Nel corso del dibattito si è evidenziata l’importanza della attiva collaborazione di tutte le strutture ricettive, perché oltre ad un obbligo di legge, la comunicazione dei dati statistici sui flussi turistici nell’Isola costituisce uno strumento primario per la programmazione e pianificazione di attività e marketing sia per l’Assessorato regionale che per gli Enti territoriali di riferimento.
Il nuovo programma opererà interamente on-line e coinvolgerà attivamente gli attori pubblici e privati del sistema Sired.
Innanzitutto i gestori delle strutture ricettive, che si occuperanno attraverso il nuovo Sistema, della trasmissione dei dati relativi ospiti presenti nelle strutture; le Province a loro volta hanno già iniziato il percorso di formazione del personale interno, per lo svolgimento delle attività di controllo delle informazioni trasmesse dagli operatori turistici, validando gli stessi e fornendo una prima elaborazione dei dati relativi alla propria provincia; ed infine l’Assessorato Regionale del Turismo, che avrà la gestione generale del sistema di raccolta e l’elaborazione statistica a livello regionale.
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mercoledì 20 giugno 2012
Comunicazione Prefetto
Pubblichiamo la comunicazione al Prefetto dell'Amministrazione Comunale di Sardara. Comunicazione
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